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SPY FINANZA/ I "sospetti" su Deutsche Bank e le banche italiane

Pubblicazione:sabato 2 luglio 2016

La sede di Deutsche Bank (Lapresse) La sede di Deutsche Bank (Lapresse)

Ma attenzione, perché qualcosa si sta muovendo e rapidamente. Nel tardo pomeriggio di giovedì, come anticipato, la Reuters riportava le seguenti dichiarazioni di un'anonima portavoce della Commissione Ue: «Il supporto di liquidità per le banche italiane include garanzie governative fino a 150 miliardi di euro fino a fine 2016. Il supporto di liquidità per le banche è stato richiesto dall'Italia per ragioni di precauzione. Il supporto di liquidità si applica soloalle banche italiane solvibili». Ops, l'ultimo punto di fatto le esclude praticamente tutto a livello tecnico, ma, a livello pratico, basta qualche aggiustamento non-GAAP e si diventa solvibili. 

Una nostra banca sta rischiando di fallire overnight? Cosa giustifica questa retromarcia dell'Unione europea e l'urgenza di cautela del governo? Per ora, mistero, ma il fatto che non appena uscita la notizia e a mezz'ora dalla chiusura di contrattazioni giovedì l'indice Ftse Mib sia passato da una timida parità a quasi il 2% di rialzo, con banche come Carige addirittura sospese per eccesso di rialzo, mi fa dire che il rischio c'era. E grosso. 

Ma qualcosa sta per succedere a livello europeo e, guarda caso, è sempre una fonte tedesca a instillare dubbi e creare instabilità. Parlando giovedì a una conferenza stampa a Berlino, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, si è infatti fatto scappare - non si sa quanto freudianamente o quanto volontariamente - questa frase: «Se il Portogallo dovesse chiedere un altro programma (di salvataggio, ndr), lo otterrebbe. Ma i termini sarebbero molto severi e non è nell'interesse del Portogallo». Già mercoledì Schaeuble aveva pressato il governo lusitano affinché non deviasse dai suoi target fiscali: «Il Portogallo farebbe un enorme errore se non tenesse fede ai suoi impegni». 

Dopo quella frase, i giornalisti hanno chiesto spiegazioni e il ministro ha risposto compiendo una parziale marcia indietro: «Loro non vogliono un nuovo pacchetto di aiuto e non ne hanno bisogno, se saranno ligi alle regole europee». Dopo aver dimezzato il deficit di budget al 2,2% rispetto allo scorso anno, Lisbona ha dichiarato che non serviranno nuove misure e il ministero delle Finanze ha voluto rispondere a Schaeuble con una nota ufficiale: «Riguardo agli appunti fatti da Wolfgang Schaeuble, anche se lui stesso si è immediatamente corretto, il ministro delle Finanze chiarisce che il Portogallo non ha preso in considerazione un nuovo programma di aiuto». Gaffe o predizione? 


P.S.: La Corte costituzionale austriaca ha invalidato il risultato del ballottaggio alle elezioni presidenziali per diffuse irregolarità. Il secondo turno dovrà ripetersi. Ma voi lo sapevate già, dal giorno successivo al voto. 



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