BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ Il "giorno della verità" per la Bce

Lapresse Lapresse

Per capire meglio la portata di quanto sta facendo la Bce, giova ricordare che alcuni dei titoli più acquistati - Vw, Glencore, Edf e Repsol - sono bollati come bonds con evento di rischio correlato, mentre altri hanno rating BBB3, come ad esempio Rwe, Metro, Edp, Renault, A2A, Pernod e Ren, tanto che il 55% di tutti gli acquisti ha riguardato bonds con rating nei notches del BBB. Utilizzando le filiali domiciliate in Olanda, come anticipato, anche emittenti extra-Ue hanno goduto degli acquisti della Bce, come gli svizzeri Nestle, Novartis e Adecco, la neo-extracomunitaria Unilever (UK) e le statunitensi Schlumberger e Bunge. 

E attenzione, perché archiviato il caos Brexit, ora proprio le Banche centrali tornano al centro della scena dei mercati e oggi tocca alla Bce, la quale si riunirà per decidere sulle eventuali nuove mosse di politica monetaria che il presidente Mario Draghi potrebbe annunciare. Anche se l'opinione prevalente è che sia tutto rimandato all'incontro di settembre: «È indubbiamente diminuita la probabilità che inflazione dell'Eurozona raggiunga il target del 2% posto dalla Bce nel medio termine e il Consiglio direttivo sta prendendo in considerazione alcune modifiche alla sua configurazione politica mentre ci avviciniamo alla riunione di settembre», ha affermato Adrian Hilton, gestore obbligazionario di Columbia Threadneedle Investments, parlando con Cnbc. Che aggiunge: «Nella conferenza stampa di giovedì (oggi, ndr), c'è attesa per eventuali segnali di un possibile taglio dei tassi di rifinanziamento e sul fatto che la Bce potrebbe modificare il suo programma di acquisto di asset alla luce della diminuzione dei titoli di stato tedeschi disponibili per l'acquisto». Ovvero ciò di cui vi avevo già parlato la scorsa settimana. 

Anche per gli esperti di BofA-Merrill Lynch, i segnali di difficoltà dei mercati dopo la Brexit non sono di tale portata da giustificare subito nuove azioni da parte della Bce: «Mercati che dopo la Brexit hanno dato prova di resistenza daranno alla Bce soltanto lo spunto per accennare a nuovi stimoli che pensiamo arriveranno a settembre. Ulteriori tagli dei tassi e la rimozione del floor del depo sono improbabili». Sono d'accordo anch'io, dubito che oggi Draghi intervenga, ma resta il fatto che il mercato sia conscio di due cose: primo, il cambio delle regole del Qe, la capital key, per ridurre l'effetto scarsità sui titoli acquistabili è un argomento serio. Secondo, anche al netto di un intervento sul floor in negativo per poter continuare a comprare bonds nonostante i rendimenti in calo, quanto potrà andare avanti questa faccenda? Quanto potranno caricare a bilancio la Bce e le varie Banche centrali dell'eurozona prima che l'economia reale possa stare in piedi da sola, al netto di tassi ormai sottozero ovunque? Vogliamo un mondo con il mercato pianificato, senza price discovery e fair value? Spiacente, non è possibile. Almeno, non per sempre.