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RCS/ Lo "sgambetto" di Mediobanca (e Della Valle) a Cairo

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Si era deciso di prendere tempo, ma evidentemente senza rinunciare - almeno Nagel e Della Valle - a ulteriori approfondimenti giuridici. Dai quali è scaturito, dal weekend in poi, un "pressing" di consulenti legali più interventisti, tipo le toghe dello Studio Gianni Origoni. Di qui il colpo di scena: si contrattacca. In fondo, anche agli occhi degli azionisti delle società coinvolte, fare la faccia feroce ed esternare il sospetto che ci sia stato del marcio, conviene.

Ad agire per primo è stato proprio Della Valle, che non deve render conto a nessuno delle sue decisioni: "Mi auguro che venga analizzato ogni passaggio in modo vigile e dettagliatissimo e, vista l'imminenza delle scadenze della procedura in atto, con la necessaria rapidità - ha comunicato giovedì mattina - solo quando ogni aspetto di questa vicenda sarà veramente chiarito, mi occuperò di come gestire in futuro i miei investimenti in Rcs". Poche ore più tardi le notizie ufficiali sull'esposto alla Consob e alla Procura.

La palla passa dunque ora nella metà campo dei giuristi. Con la Consob sottoposta allo stesso pressing di un arbitro al quale i tifosi impongono di riguardarsi la moviola. Già, perché se dovesse emergere "a posteriori" qualche scorrettezza commessa da Cairo, ne risulterebbe l'immagine di una Consob dormiente, su un dossier scottante e nei giorni decisivi delle offerte: un brutto vedere. Che s'aggiungerebbe come acqua sul bagnato alla pessima figura fatta sempre ieri dalla Commissione nel caso Veneto Banca, con l'apprendersi che la sua dirigente Paola Deriu, promossa dal presidente Vegas nel 2013 a responsabile dell'ufficio "Vigilanza operatività mercati a pronti e derivati", ha vigilato anche, se non soprattutto, sulla consistenza dei suoi risparmi investiti in azioni Veneto Banca, piuttosto che sulla condotta dell'istituto verso tutti i soci, provvedendo a chiedere ed anzi sollecitare la vendita alla banca stessa del proprio pacchettino azionario prima di un crac che forse presentiva...

Ma del resto si ricorderà che il 30 maggio la stessa Consob aveva mandato la Guardia di Finanza in Mediobanca per acquisire chiarezza su alcuni passaggi dell'atteggiamento dell'istituto su Rcs... E del resto anche in Procura - tra la discussa Opa di Sai su Fondiaria di molti anni fa e il "papello" di Ligresti firmato per "presa visione" da Nagel, con l'elenco delle prebende pretese e poi mai ottenute dal vecchio ingegnere in cambio del suo via libera alla vendita all'Unipol - un bell'archivietto di eleganze mediobancarie se lo sono fatto.

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