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SPILLO/ La "balla" di Renzi e Padoan sulle tasse

Pubblicazione:venerdì 22 luglio 2016

Pier Carlo Padoan (LaPresse) Pier Carlo Padoan (LaPresse)

Nel 2015 i contributi sociali sono aumentati del 2%, mentre il Pil è cresciuto dello 0,6%: anche in questo caso la pressione tributaria è cresciuta. Sono stati tolti i contributi per il contratto a tutele crescenti, mentre sono stati aumentati i contributi in tutti i settori per gli altri contratti in quanto è stata abolita una serie di attività per le quali i contributi erano più bassi.

 

Nel frattempo che fine ha fatto la spending review?

La spending review non c’è più perché il governo non vuole, né può farla. Tagliare la spesa ridurrebbe infatti i posti occupati nelle municipalizzate dai loro amici che di fatto controllano tutti i poteri locali. Il governo continua inoltre a stanziare nuove spese per vincere le elezioni. Del resto prima delle elezioni comunali, Renzi aveva affermato che avrebbe destinato un miliardo di euro a Roma entro i primi cento giorni. Questi soldi certamente non li metterà di tasca propria, bensì con i fondi statali. Quindi non solo nel Comune di Roma non si fa la spending review, ma aumentano anche le spese.

 

Perché non si riesce a invertire la tendenza?

Perché quello di Renzi è un governo basato sulla spesa, e quindi non può ridurre le imposte, ma cerca di aumentarle. L’incidente ferroviario avvenuto vicino a Bari dovrebbe essere l’occasione per controllare meglio le compagnie private, che oggi sono sotto la supervisione di ben due strani organi regionali anziché sotto quella dell’agenzia nazionale competente. Al contrario il governo sta pensando di statalizzare il servizio, mostrando così ancora una volta la sua mentalità dirigista.

 

(Pietro Vernizzi)



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