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SPY BANCHE/ Salvare Mps impone di alleggrire subito Atlante delle Popolari del Nordest

Boccia (Pd) attacca il ministro Padoan chiedendo un salvataggio pubblico per Mps: ma la via resta l'alleggerimento immediato di Atlante dalle due Popolari del Nordest. Di NICOLA BERTI

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"Se si vuole continuare a fare gli ipocriti, si prende Atlante e si va a dire a Bruxelles a dire che si tratta di un'operazione privata", ha sferzato ieri Francesco Boccia, presidente Pd della commissione Bilancio della Camera. "Per Mps ci voglio soldi veri", ha detto il parlamentare "dem" in polemica con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. I soldi veri (un paio di miliardi?) li dovrebbe iniettare la Cassa depositi e prestiti, che già ha investito 500 milioni in Atlante.

Il fondo nazionale "salva banche" promosso tre mesi fa da una sessantina fra banche, fondazioni e assicurazioni, ha raccolto 4,2 miliardi, ma ne ha impiegati già 2,5 per ricapitalizzare Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La sua capacità d'intervento è quindi ridotta, anche se proprio nelle ultime ore Quaestio Sgr - che gestisce Atlante - ha preso contatto con il Montepaschi per un possibile intervento sui 10 miliardi di crediti in sofferenza (Npl) che la vigilanza Bce ha imposto di smaltire. Mentre lo stesso presidente della Bce, Mario Draghi, ha espresso una inusuale apertura verso il salvataggio pubblico del Monte, sta comunque prendendo forma un'operazione-ponte: JPMorgan assicurerebbe una linea finanziaria d'emergenza per cartolarizzare il grosso degli Npl. Ciò - presumibilmente - servirebbe anche a guadagnare tempo per rafforzare Atlante, affiancarlo con un gemello ("Magiste") o anche alleggerirlo al più presto dei due fardelli presi in carico nelle ultime settimane nel Nordest.

Come stia operando Quaestio-Atlante a Vicenza (dov'è stato nominato presidente Gianni Mion e confermato ad Francesco Iorio) e a Montebelluna al di là delle dichiarazioni di circostanza non è chiaro. Sui media rimbalzano nomi di fondi di private equity interessati a rilevare una o entrambe le banche (il più citato è Atlas), ma sembrano soprattutto ballon d'essai: che ovviamente Alessandro Penati lascia correre volentieri. La realtà - confermata giusto ieri dall'autorità di risoluzione bancaria - parla in modo più duro: per le quattro good bank risolte in novembre (Etruria, Marche, Carife e Carichieti) sarebbero giunte solo tre offerte - e forse solo due effettive - a valori molto inferiori ai capitali immessi dal sistema bancario nazionale per salvarle.