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RIPRESA?/ Sapelli: “smontiamo” l’Europa per evitare un’altra recessione

Per GIULIO SAPELLI, la crisi colpisce ovunque, dall’America Latina alla Cina, dall’Australia agli Stati Uniti: se vogliamo evitare di esserne travolti bisogna smontare l’Europa

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«La stagnazione secolare è cominciata a livello mondiale e colpisce ovunque, dall’America Latina alla Cina, dall’Australia agli Stati Uniti. Se vogliamo evitare di esserne travolti bisogna smontare l’Europa, a partire dal Fiscal compact e dalla regola del 3%». Lo sottolinea Giulio Sapelli, professore di Storia economica all’Università degli Studi di Milano. Venerdì l’Istat ha pubblicato l’ennesimo dato negativo: negli ultimi tre mesi il fatturato dell’industria è diminuito dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,4% per il mercato interno e -0,1% per quello estero), mentre gli ordinativi registrano il -3,1%. Il terzo dato preoccupante in tre giorni dopo che giovedì il Centro Studi di Confindustria aveva rilevato una produzione industriale in calo nel secondo trimestre e mercoledì l’Fmi aveva rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano. Anche il ministro Padoan ha dovuto dichiarare dal G-20 di Chengdu che il Governo è pronto a rivedere le stime sulla crescita del Pil. Secondo Gustavo Piga, professore di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma, “la ripresina attuale rischia di diventare una parentesi prima di una nuova crisi, la terza in otto anni”.

Professor Sapelli, stiamo andando verso la terza recessione in otto anni?

Io sono d’accordo con il professor Gustavo Piga, che ha sollevato la questione su queste pagine. Ho sempre sostenuto che la ripresa era fatta di piccoli rimbalzi, in quanto l’ascensore aveva smesso di scendere: adesso mi sembra che cominci di nuovo ad andare verso il basso. Ciò sta avvenendo per tre ragioni di fondo.

Quali?

In primo luogo, perché c’è un arretramento del commercio mondiale già da diversi anni. In parte non ce ne accorgiamo perché ci sono alcuni progetti in controtendenza grazie alla capacità di spesa della Cina.

Qual è la tendenza a livello mondiale?

Di fatto a livello mondiale c’è una recessione per quanto riguarda l’interscambio, che si riflette nella fine della spinta al commercio multilaterale. Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) non si riuscirà a fare. Questo anche perché la stagnazione secolare è cominciata e tutti ricorrono a misure protezionistiche.

Quali sono le altre cause di questa recessione?

La seconda causa è il Fiscal compact. Senza spesa pubblica non solo non si salvano le banche, ma non ci può essere neppure la ripresa. Lo documenta il fatto che gli investimenti privati sono crollati. In terzo luogo, ci sono dei problemi di fondo tipicamente italiani.

A che cosa si riferisce?

I nostri salari sono tra i più bassi al mondo, la domanda interna non c’è, la percentuale della popolazione attiva è la più bassa in Europa, per non parlare poi dei problemi del Mezzogiorno. Siamo al punto che Federmeccanica non vuole riaprire il confronto sul contratto dei metalmeccanici, perché vuole concedere gli aumenti solo ai lavoratori al di sotto dei minimi tabellari.

Di che cosa è segno questo fatto?


COMMENTI
26/07/2016 - Qui non c'è niente da smontare ma da lavorare! (claudia mazzola)

Mio marito è agente di commercio...avete presente? Corre come un disperato per fare i target, poi il suo guadagno è tassato esageratamente...restano le briciole. Fa i miracoli con l'aiuto del Signore e portiamo a casa il pane quotidiano. Dio lo benedica.