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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Ue, la nuova “rotta” per evitare il baratro

Pierre Moscovici (Lapresse)Pierre Moscovici (Lapresse)

Il rapporto debito/Pil può essere messo in ordine ponendo le basi per una crescita economica. Cercare invece di lavorare solo sul numeratore, cioè sulla riduzione del deficit, produce effetti negativi più che proporzionali sul Pil e quindi finisce per peggiorare l’indicatore di bilancio.

 

La scelta di non sanzionare Spagna e Portogallo è l’ennesimo esempio dell’utilizzo di due pesi e due misure?

Ritengo che la spiegazione sia un’altra, e vorrei formularla ricorrendo a una metafora. L’Europa è come una famiglia nella quale prima si litigava su tutto, poi c’è la perdita di una persona cara e si finisce per litigare tutti di meno. Trovo molto interessante che Moscovici abbia detto: “Un approccio punitivo non sarebbe stato la strada migliore nel momento in cui i popoli dubitano dell’Europa”.

 

Fuor di metafora qual è l’evento che ha prodotto questo cambiamento?

Il referendum nel Regno Unito. La Brexit ha avuto l’effetto positivo di fare ragionare i Paesi, portandoli a comprendere che l’Europa dovrebbe essere qualcosa di diverso. Servono più solidarietà e cooperazione e meno sanzioni e punizioni, fondate tra l’altro su regole sbagliate. Questa maggiore ragionevolezza non dovrebbe essere sinonimo del fatto che ognuno fa quello che vuole, bensì di politiche fiscali europee più espansive e di una maggiore armonizzazione fiscale. Anche se questo ovviamente è ancora un traguardo da raggiungere.

 

Questa novità negli atteggiamenti europei sarà duratura?

Staremo a vedere. Per ora il dato di fatto è che c’è stata una presa di coscienza del fatto che l’Europa non è irreversibile, e che quindi è un valore che va preservato e tutelato. Bisogna quindi impegnarsi di più affinché le opinioni pubbliche siano favorevoli all’idea di Europa. Questa lezione è arrivata anche a Bruxelles.

 

(Pietro Vernizzi)

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