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FINANZA E POLITICA/ Le banche italiane possono far saltare l'Europa

Pubblicazione:lunedì 4 luglio 2016

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Cento anni dopo l'Europa è nuovamente alla prova. La Commissione europea e i suoi governanti sono fiduciosi di individuare una soluzione alle ripercussioni del risultato referendario inglese, ai movimenti nazionalistici potenzialmente dirompenti e alla stagnazione economica in atto, nonostante la visione negativa e senza alternative, del finanziere G. Soros, commentata dai media in questi giorni.

Già nel settembre del 2013 avevamo ipotizzato su queste pagine, una possibile nuova crisi, ora, con l'uscita della Gran Bretagna dal mercato europeo, viene alla luce la fragilità politica dell'Europa, le problematiche finanziarie della sua divisa e del suo sistema bancario, in particolare quello italiano. Domenica scorsa, sulle pagine del Corriere l'articolo di fondo al fulmicotone dell'economista Francesco Giavazzi, pivot del Governo, ha auspicato un'azione di salvataggio del nostro sistema bancario da 40 miliardi, decretando comunque il de profundis per gli azionisti della terza banca del paese, il Montepaschi di Siena. A seguire, le indiscrezioni apparse sui principali giornali del Paese, di un piano del governo finanziato da nuovo debito pubblico, in corso di negoziazione con la Commissione europea, finalizzato all'ingresso dello Stato nel capitale delle banche italiane in crisi, evitando le forche caudine della legge in vigore del bail-in. 

Se il rigore teutonico prevarrà, come nella crisi di Sarajevo, e verrà negata all'Italia questa azione straordinaria, il destino per le nostre banche è segnato, forse anche dell'Europa e dell'euro. Ne discende, quindi, l'importanza dell'osservazione di Sant'Agostino: "Ci sono tre tempi: il presente delle cose passate, il presente delle cose presenti, e il presente delle cose future". Seguirà un periodo di turbolenza, si bruceranno miliardi di ricchezza di carta, la rivincita della storia sulle elite plutocratiche; e purtroppo, come ogni crisi, anche le classi non abbienti soffriranno.



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