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Economia e Finanza

FINANZA/ Il balletto di Renzi su Monte fra Stato e mercato

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Forse non ha torto, ma dov'erano in questi anni Draghi, Visco e lo stesso Zingales, a parte sposare l'austerity imposta all'Italia "dai mercati e dall'Europa" per pagare il conto del crack di Wall Street a spese (anche) dell'Italia e delle sue banche? E perché Zingales - censore catoniano di banche, governi, Consob etc - non ha mai alzato un mignolo per eccepire la "non-vigilanza mercatista" della Banca d'Italia di Draghi poi mescolata alla vigilanza asimmetrica dei poteri forti franco-tedeschi? Perché non ricordare che il bail-in europeo è figlio della pretesa ideologica di auto-regolazione mercatista sintetizzata in "Basilea 3", primo firmatario Mario Draghi?

Alla fine, comunque, le "banche italiane da salvare" sono una sola: ancora il Montepaschi. Lasciato marcire dal 2007 e ora prossimo a una sentenza definitiva di morte da parte dell'Eba. Lasciato in balìa dell'illusione di potersi salvare con due aumenti di capitale "sul mercato": 8 miliardi già bruciati se il gruppo ne vale oggi meno di uno in Borsa. E adesso ci vogliono i soldi del contribuente italiano? Forse quest'ultimo alla fine la scamperà: è stato lo stesso premier Renzi, ieri, a dire che l'Italia preferirebbe per il Monte "una soluzione di mercato": dopo l'ennesima settimana di braccio di ferro, di ordini e contrordini, di sussurri e grida fra Roma e Bruxelles (e Francoforte e Berlino). Ma il tempo dei balletti in Europa - anche dopo Brexit - sembra finito. Non solo l'altra sera ai rigori con la Germania.

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