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SPY MPS/ La "puzza di bruciato" intorno a Montepaschi

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Vladis Dombrovskis (LaPresse)  Vladis Dombrovskis (LaPresse)

Cosa voglio dire? Che sentiremo meno prese di posizione tedesche sulle regole e che, non potendo la Germania permettersi voci e rumors su possibili salvataggi o fusioni di Deutsche Bank in stile Lehman, poiché si tradurrebbero nel mitologico accelerante in un incendio doloso, temo che qualcuno stia usando Monte dei Paschi e i suoi conti a pezzi come proxy per ottenere un nuovo salvataggio bancario di massa nell'eurozona. 

Pensateci un attimo. Pochi giorni fa, la Bce manda una lettera di fuoco a Monte dei Paschi, il cui messaggio è sostanzialmente chiaro: Mps presenti al più presto un piano triennale per riportare a livello fisiologico la percentuale dei crediti in sofferenza della banca. La questione, però, non riguarda proprio spiccioli, visto che ora i banchieri toscani sono chiamati a smaltire almeno una decina di miliardi di euro di sofferenze lorde, cioè almeno un terzo dei 27 miliardi che da tempo hanno zavorrato la ripresa della banca. Detto fatto, il titolo è cominciato a crollare e i timori per la sostenibilità stessa dell'istituto aumentati vistosamente. La politica ha cominciato a fibrillare e ieri ci ha pensato Dombrovskis, ovvero l'Ue, a dire chiaro e tondo che in caso di necessità, le regole sul bail-in, intoccabili per la Merkel a parole, posso invece essere ammorbidite e gradualizzate. Non vi pare l'atteggiamento di uno che vi tira un pugno in faccia e subito dopo vi porge il fazzoletto per tergere il sangue? 

Ora, è noto che da Ue e Bce sono arrivate negli anni decisioni e proposte degne della ridiscussione dell'intero pensiero di Basaglia, ma qui la puzza di bruciato si sente davvero lontano un miglio. Non è che si è innescato l'incendio doloso su Mps per accelerare - e non poco - nuove misure di sostegno per l'intero comparto, compresa quella Deutsche Bank tanto sistemica quanto in caduta libera che potrebbe innescare una serie di default su collaterale e controparte per triliardi di dollari? Ancora una volta i tedeschi hanno voluto fare i furbi, usando in tal senso Mps come proxy, come vi dicevo, per un mega bail-out generale, visto che in Spagna e Portogallo ci sono già due banche pronte a saltare? Un atteggiamento che vedrebbe Mario Draghi di fatto soddisfatto, visto che a fronte del salvataggio di Deutsche Bank - anche per via indiretta - e del suo nozionale di esposizione ai derivati, potrebbe tacitare per un po' i rimbrotti continui di Bundesbank e Schaeuble e garantire nel contempo alle banche del suo Paese, Mps in testa, di poter essere salvate, magari da un Fondo Atlante 2 rinforzato dal sostegno europeo e dal via libera all'operatività di Cassa depositi e prestiti non come aiuto di Stato. 

La situazione, cari lettori, è questa. Eppure vi avevano detto che il nostro sistema bancario era sano e solido. Non è così e lo stesso discorso vale per tre quarti abbondanti dell'eurozona. Converrà agire. E in fretta. 



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