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Economia e Finanza

CAOS BANCHE/ Forte: Italia in tempesta, ma Renzi non può difenderci

La sede di Monte Paschi a Siena (LaPresse)La sede di Monte Paschi a Siena (LaPresse)

Questi fattori generano un problema personale e politico per il partito di maggioranza e hanno finora impedito a Renzi di utilizzare l’argomento principe per risolvere la crisi delle banche. In questi casi infatti non c’è un problema generale di teoria delle sofferenze bancarie, bensì di diritto penale e di intreccio perverso tra la politica e le banche. Non si applica quindi il bail-in bensì il codice penale, ed è per questo che non devono essere gli obbligazionisti a risponderne dal momento che sono stati truffati. Renzi lo sa, ma per i motivi che ho spiegato non può dirlo perché questo gli si ritorcerebbe contro.

 

L’Italia è sotto attacco speculativo, e se sì chi c’è dietro?

Dietro questo attacco c’è innanzitutto il fatto che Renzi ha creato la corda per farsi impiccare nel momento stesso in cui ha trasformato il referendum in un evento simbolico. Agli occhi degli osservatori internazionali il referendum italiano, proprio come quello britannico, è diventato il fatto simbolico grazie a cui l’Italia può essere destabilizzata, attivando così la speculazione.

 

Perché il governo non riesce a stabilizzare la situazione?

Il fatto che le previsioni sul Pil nel 2016 siano passate dall’1,2% allo 0,8%, unito al notevole deficit del nostro Paese, genera una tendenza all’incremento del rapporto/debito Pil. Siccome prima o poi gli interventi della Bce sul tasso d’interesse cesseranno, l’Italia dovrebbe attuare una manovra correttiva pari a 5-6 miliardi quest’anno e altrettanti l’anno prossimo. Il tutto con una riduzione della spesa, oppure rinunciando a tagliare le imposte che servono per vincere le elezioni. Invece il governo è alla ricerca disperata di misure per placare lo scontento dei suoi elettori, e quindi non attua la manovra correttiva.

 

(Pietro Vernizzi)

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