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SPY FINANZA/ Dalla Germania una "soluzione" per le banche italiane

Pubblicazione:sabato 9 luglio 2016

Angela Merkel (LaPresse) Angela Merkel (LaPresse)

A mio avviso, se hanno un briciolo di cervello, martedì all'Ecofin non verranno decise né sanzioni, né aperture di procedimenti di infrazione: a meno che non si voglia far saltare il governo portoghese e strozzare nella culla quello ancora formalmente non nato di Mariano Rajoy in Spagna. Il premier lusitano, Antonio Costa, ha infatti detto chiaramente che le sanzioni europee investment grade garantitogli dalla Dbrs, un'agenzia di valutazione canadese, visto che le "tre sorelle" lo mantengono sotto il livello necessario per essere eligibile agli acquisti dell'Eurotower. Se Dbrs dovesse rivedere al ribasso rating e outlook, in caso di sanzioni e Lisbona perdesse il backstop della Bce, cosa succederebbe allo spread portoghese e ai conti pubblici? 

Forse, però, una soluzione potrebbe esserci e, paradossalmente, potrebbe arrivare dalla Germania, il cui ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, l'altro giorno ha teso una mano alle richieste del governo italiano sul fronte bancario, definendole «non una violazione delle norme comunitarie». Come mai? Per quello che vedete nel primo grafico più in basso, ovvero il fatto che la Bremer Landesbank (Blb), controllata NordLB, sta schiantandosi e questo non è piacevole, visto che NordLB, detiene il 54,8% del suo portfolio sofferenze. E chi altro controlla Blb? La città di Brema e l'associazione delle casse di risparmio del Nord Reno-Westfalia, le quali il mese scorso, incontratesi con il numero uno NordLB, Gunter Dunkel e il ministro delle Finanze del Land, Karoline Linnert, hanno deciso di mantenere il capitale della banca «intatto e a un livello appropriato». Mercati rassicurati e via. Perché allora quel tonfo l'altro giorno? Perché le stesse norme comunitarie che stanno bloccando la strada al governo italiano valgono anche per quello tedesco e stanno mettendo a rischio la ricapitalizzazione di Blb, poiché solo un intervento del governo potrebbe garantire l'operazione, ma le regole Ue non lo consentono. Insomma, chi di rigidità regolatoria ferisce, rischia anche di perirci. 

Lo capiranno che sono regole idiote in un momento di emergenza e instabilità come questo? Lo spero, perché il secondo grafico ci mostra come dopo il bando della Consob sulle vendite allo scoperto, il credit default swap di Monte dei Paschi sia schizzato sopra quota 1700 punti base, un livello che implica il 67% di probabilità di default. Renzi dimostri di essere leader e intervenga: se l'Europa avrà da ridire, ci faremo i conti dopo. A sistema se non salvato, almeno puntellato e messo in quarantena da contagi. E lo faccia ora.

 



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