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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Brexit, i numeri scomodi per l'Ue

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Il tasso di detenzione di banconote e monete da parte di cittadini e imprese nelle settimane successive al referendum è dell'8% in più su base annua, stando a dati statistici della stessa Bank of England. Di più, il tasso di contante in circolazione è più che raddoppiato da gennaio, quando era a circa il 4% annuo, con una rapida accelerazione nelle settimane seguenti al referendum sulla permanenza nell'Ue. In termini di cash, il quantitativo di banconote e monete al di fuori del sistema bancario è cresciuto di 1,2 miliardi di sterline da fine maggio e di 9,5 miliardi su base annua, il più grande aumento a 12 mesi di sempre. Inoltre, la proporzione di banconote circolanti al di fuori del sistema bancario - nei portafogli, nascoste in casa o fuori dal Regno Unito - ha toccato il suo livello massimo dal 1970 come percentuale del Pil. 

Ecco cosa dice al riguardo Simon Ward, economista (serio) alla Henderson Global Investors: «La gente potrebbe detenere contante non per ragioni di sicurezza, per sfiducia nel futuro, ma perché ci si attende che la Bank of England tagli i tassi di interesse in maniera significativa, forse anche imponendo tassi negativi sulle riserve bancarie, un qualcosa che obbligherebbe gli istituti a far pagare per operazioni sui conti correnti. Inoltre, questo ammassare banconote potrebbe anche riflettere un aumento della domanda rispetto alle banconote da 50 sterline, visto che ci sono dubbi sulla loro disponibilità d'offerta futura». Di più: «Il governatore Carney ha confermato a giugno che non ci sono piani per introdurre una versione plastica della banconota da 50 sterline, aumentando le paura legate a quanto detto in precedenza dal capo economista della Bank of England, Andy Haldane, ovvero che la Banca centrale intende restringere la futura fornitura di contante per creare le condizioni per mandare i tassi di interesse di riferimento sotto zero». Insomma, ciò che vuole fare Mario Draghi eliminando la banconota da 500 euro. 

Come vedete, un sacco di notizie che non avete letto da nessuna parte. E il motivo è semplice: troppi giornalisti ed economisti con titoli roboanti dovrebbe fare un sentito mea culpa per il loro ideologico catastrofismo verso il Brexit. Tranquilli, c'è vita oltre l'Ue.

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