BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Gli schiaffi di S&P's a Renzi e Germania

LaPresse LaPresse

La stessa cosa vale per il referendum. Presentarlo come la panacea di tutti i mali in un Paese dove il pareggio di bilancio è stato inserito nella Costituzione senza discussione in qualche mese, consegnando la sovranità italiana alla Germania, è un’enormità. Soprattutto se uno dei problemi principali per la crescita, l’Europa tedesca e la sua politica economica, non può essere cambiato. La riforma delle popolari, o quella delle pensioni, o il Jobs Act che hanno cambiato consuetudini e istituzioni vecchie di decenni, sono avvenute negli ultimi mesi senza particolari problemi o opposizioni e in un’ipotetica lista di cose da fare ci sarebbero palesemente molte altre priorità. Possiamo anche convincerci che un uomo solo al comando che può fare e disfare con una catena di trasmissione cortissima sia la soluzione per fare le riforme, tralasciando ogni rischio, ma non possiamo usare questi argomenti per sfidare il “buon senso” di chi i rating li emette per davvero.

Non crediamo che la soluzione alla questione bancaria non sia stata trovata a causa del Senato o di qualche parlamentare che voleva il male dell’Italia. Il buon senso che sembra perso si può trovare nelle dichiarazioni di un analista di Standard & Poor’s che in tre righe spazza via metà della letteratura interessata sull’Italia e i suoi problemi.

© Riproduzione Riservata.