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Economia e Finanza

RIFORMA PA/ Tutti i dubbi sui tagli delle società partecipate

Marianna Madia (LaPresse)Marianna Madia (LaPresse)

E l’impatto sociale di questi tagli? Lasciamo perdere i consiglieri d’amministrazione, se vanno a casa gratis amen: ma i dipendenti? Rappresentando essi in moltissimi casi la principale voce di costo delle società destinate alla chiusura, che fine faranno? Se finiranno in mobilità, graveranno sui conti dell’erario. Se verranno riassorbiti nei Comuni proprietari, la riduzione del costo sarà irrisoria.

Quest’ultimo aspetto è cruciale. Anche perché s’incardina col grave precedente - ancora in corso! - delle Provincie. In molti casi, il personale degli enti disciolti, nell’essere assorbito dalle rispettive Regioni, ha ottenuto miglioramenti retributivi perché è andato a condividere l’inquadramento migliore dei nuovi colleghi. Il che paradossalmente significa che in alcune Regioni gli ex-dipendenti provinciali guadagnano, e quindi costano, nettamente più di prima, lavorando meno. Guarda caso, anche stavolta la gestione degli esuberi viene affidata alle Regioni: ci sarà da fidarsi? È encomiabile provarci, lecito diffidare.

Secondo i decreti, se le Regioni non riusciranno a ricollocare gli esuberi nei loro uffici, li passeranno all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Che per qualche mese dovranno forzatamente attingere a quell’Agenzia per loro esigenze occupazionali. Tradotto: il personale resta in forze allo Stato, ed è giusto: se si mette a licenziare anche lo Stato, siamo fritti. Ma allora, i risparmi?

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