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FINANZA E POLITICA/ Le ultime bufale sul referendum costituzionale

Pubblicazione:lunedì 15 agosto 2016

Jean-Claude Juncker (LaPresse) Jean-Claude Juncker (LaPresse)

L’andamento scoraggiante dell’economia italiana già sconta i danni di una proposta di riforma confusa e confusionaria, che non rappresenta che una parte del Parlamento e che lo stesso Governo considera vincente unicamente se un terzo degli italiani non andranno a votare. Dimenticando che un Presidente del Consiglio, circa tre lustri fa, suggerì agli elettori di andare al mare, e iniziò così il declino della sua carriera politica.

Gli scenari catastrofici delineati dai Cavalieri dell’Apocalisse (tra cui primeggiano due Valchirie) sono stati di recente smentiti, nella realtà effettuale delle cose, dalla Brexit: incertezza e caos non sono peggiorati in quanto già messi in conto dagli operatori. Non è il vostro choniqueur a dirlo, ma tutta la ricerca economica internazionale, compreso il Gaidar Institute of Economic Policy di Mosca in un saggio apparso nel numero di luglio del mensile Russian Economic Development.

I mercati hanno già metabolizzato che anche nell’eventualità della vittoria del Sì la fase caotica già in atto non potrà che peggiorare in quanto il successo, se ci sarà, sarà appena di misura e si apriranno vertenze giuridiche molto gravi di fronte alla Corte Costituzionale. Con l’ulteriore peggioramento dell’economia, gli stessi sindacati avranno difficoltà a tenere calma la piazza.



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