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Economia e Finanza

SPY BANCHE/ Coop rosse vs. Mps, si ripete il copione che ha affondato le Popolari del Nordest

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Tre giorni prima del 29 luglio - quando nelle stesse ore Eba ha bocciato il Monte, unico gruppo in Europa, e il cda ha deciso di tentare un difficile "salvataggio di mercato" - la stessa Centro Italia ha sparato sull'ex "quartier generale" di Siena. E ha sparato nel mucchio: lamentando la falsità dei prospetti di tutti gli aumenti di capitale recenti. Quello del 2008 è il più problematico: è il maxi-aumento che ha finanziato l'acquisizione di AntonVeneta, all'origine del crac di Siena (è il tallone d'Achille di molti: dall'attuale presidente della Bce, Mario Draghi, allora vigilante in Italia, a Caltagirone). All'estremo opposto è l'ultimo aumento del 2014: il presidente in carica era Alessandro Profumo e amministratore delegato Fabrizio Viola, lo stesso che oggi tiene in mano le redini dell'aumento definitivo.

A differenza degli imprenditori del Nordest (mezzi complici silenziosi dei crac delle loro Popolari) la Centro Italia esce allo scoperto con una richiesta danni iperbolica e sostanzialmente provocatoria verso il Monte, visto il coinvolgimento nel dissesto. Un'iniziativa poco assimilabile a quella di un semplice fondo attivista tradito in Borsa. Un'ombra in più sul tentativo di risanare il bubbone politico-bancario della fine della Seconda Repubblica.

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