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FINANZA/ Così i mercati si preparano a scaricarci

Pubblicazione:venerdì 19 agosto 2016

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L'Italia ha ancora molte carte da giocare. Ma rischia di limitarsi a un ruolo gregario se continuerà a ostinarsi a difendere "l'eccezione italiana" rispetto al mondo. È assurdo l'allarme a difesa delle banche italiane "accerchiate" dagli stranieri, almeno finché l'Italia continuerà ad avere più istituti bancari di piccole e medie dimensioni che pizzerie, come denuncia il Financial Times. Sono passati due anni dall'avvio della riforma delle Popolari, ma l'unica aggregazione (Bpm-Banco Popolare) non è ancora realtà. Intanto il codice degli appalti resta sulla carta, ma già promette ricorsi, modifiche e rinvii. E così via: l'Italia resta agli occhi degli investitori il Paese delle riforme annunciate ma nei fatti bloccate. Dalla politica, ma anche da imprenditori che preferiscono passare la mano piuttosto che rilanciare il proprio impegno in un momento più complesso. O da sindacati illusi che dalla crisi si esca solo con il rilancio dei consumi attraverso aumenti di salari e pensioni. O da una Pubblica amministrazione che non rinuncia a trattamenti di favore. E così via.

Fa comodo, di questi tempi, scaricare sull'Unione europea, che pure ha tante responsabilità, problemi che vanno risolti in casa nostra. Ma la strategia di rimettere in funzione la ripresa con la "flessibilità" (ovvero nuovi debiti) è davvero un azzardo. O almeno così la pensa la maggior parte di chi nel mondo deve gestire i risparmi di famiglie e lavoratori. 



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COMMENTI
19/08/2016 - Lo strapotere dei "mercati" (delfini paolo)

E' assurdo che i destini di intere Nazioni come la nostra siano ormai completamente in mano agli umori e agli interessi dei "mercati".Parlare ancora di regimi democratici in questi casi è ridicolo.