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GEO-FINANZA/ Le pazzie d'Europa tra burkini e Deutsche Bank

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Il suo nome è Eric Ben-Artzi e in un editoriale scritto di suo pugno sul Financial Times di ieri ha spiegato dettagliatamente perché non vuole intascare gli oltre 8 milioni di dollari a lui destinati. «Anche se ho bisogno del denaro ora più che mai, non mi unirò al saccheggio delle persone che ero chiamato a proteggere quando sono stato assunto», ha dichiarato. Nel 2010-2011, l'ex dipendente dell'istituto di credito europeo insieme ad altre due persone aveva comunicato ai regolatori Usa che Deutsche Bank gonfiava il valore del suo enorme portafoglio di derivati. A suo modo di vedere, le vittime principali di questa pratica sono stati gli azionisti e i dipendenti della banca che ora stanno perdendo il lavoro. Invece, attacca, «i top manager se ne sono andati con bonus multi-milionari calcolati sulla base di bilanci non corretti. È dunque particolarmente deludente che nel 2015, dopo una lunga indagine a cui hanno contribuito vari informatori, la Sec abbia imposto una multa agli azionisti di Deutsche e non ai manager responsabili». 

Ben-Artzi ha detto che «non era mia intenzione trasformare un lavoro nella gestione del rischio in una crociata, ma dopo avere sofferto per mano di top manager di Deutsche non mi unirò a loro semplicemente perché non posso batterli». Ma Ben-Artzi si è spinto oltre, facendo notare che il trattamento da parte della Sec verso i vertici di un gruppo finanziario molto più piccolo, Trinity Capital, è stato ben diverso: in quel caso, ha scritto sull'FT, «cinque manager sono stati accusati e il ceo ha pagato una multa». Perché dunque la Sec non ha fatto altrettanto con Deutsche? La risposta è che gli avvocati della banca tedesca sono entrati e usciti dalla Sec «prima e dopo le attività illegali della banca». È la talpa stessa a fornirne i nomi: Robert Rice, Robert Khuzami e Richard Walker: «Tutto questo è avvenuto sotto lo sguardo di Mary Jo White, l'attuale presidente della Sec, la cui relazione con Khuzami e Rice risale a vent'anni fa». 

Capito perché ora Deutsche Bank è conciata talmente male da aver bisogno di essere nazionalizzata o comunque salvata? Capito perché a pagare sono sempre gli stessi? Perché a voi danno in pasto il burkini e le foto di bambini impolverati sfuggiti a un bombardamento. E pensate che il Financial Times abbia pubblicato quell'editoriale per amore di verità? No, perché dopo il Brexit proprio la Germania, nella fattispecie Francoforte, si era lanciata in una campagna di attrazione verso le istituzioni finanziarie che intendevano lasciare Londra, in caso avesse perso il passaporto finanziario che le garantisce di operare con le banche europee. 

È tutto e solo business, sono soltanto soldi e interessi. E se non volete vivere e morire in un mondo così, è il caso che la smettiate di commuovervi per le foto o indignarvi per il burkini e cominciate a chiedere conto a chi di dovere per le sue responsabilità. Altrimenti, piangete pure, ma non lamentatevi. 



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