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VERTICE VENTOTENE/ Merkel e Hollande pronti a scaricare Renzi

Angela Merkel e Matteo Renzi (LaPresse) Angela Merkel e Matteo Renzi (LaPresse)

Sotto il profilo politico sa che l'intesa con Berlino (culminata, in materia monetaria, con l'accordo del Louvre del febbraio 1987) è molto salda. Sotto quello economico, lo "sforamento" in materia di disavanzo di bilancio è bilanciato da un debito pubblico che alla firma del Trattato di Maastricht superava leggermente il 50% del Pil e ora, nonostante le operazioni fatte durante la crisi finanziaria, è attorno al 90%. Sull'Italia invece pesa un debito pubblico che al momento della firma del Trattato di Maastricht sfiorava il 120% del Pil (e con il cosiddetto "emendamento Carli" ci impegnammo a portare al 60%) e ora viaggia verso il 135%.

Nonostante analisi secondo cui, grazie principalmente alla riforma delle pensioni, il debito pubblico italiano sarebbe più "sostenibile" di quelli di numerosi altri Stati dell'Ue, Berlino e anche Parigi hanno difficoltà con l'aritmetica secondo cui l'aumento del deficit italiano non influirebbe sul debito. Nel prossimo numero delYale Journal of International Law c'è un saggio (già in circolazione tra gli "addetti ai lavori") in cui Anna Gelpern chiede apertamente: "Se non si affronta ora il nodo del debito sovrano, quando lo si fa?".

Inoltre, sinora l'Italia non ha mai spiegato cosa farà con la flessibilità. La Francia, prendendosela senza chiederla, ha chiaramente indicato che il suo sforzo per la sicurezza comune è tale che togliendo le spese militari dal conteggio, il suo indebitamento netto sarebbe pari all'1,8% del Pil, ossia ben dentro i parametri Ue. A Parigi e a Berlino sanno che l'Italia ha scadenze elettorali imminenti (referendum), che il Governo ha appena subito una sconfitta pesante in numerose città, che la flessibilità potrebbe servire non per contribuire a obiettivi europei comuni, ma per "mance e mancette" prima delle urne. Non è stato affatto apprezzato l'appello della stampa anglosassone "salvate il soldato Renzi" per evitare caos e incertezza in Italia.

Indicativo il saggio Policy Uncertainty and the Economy di Kevin Hassett e Joseph W. Sullivan appena pubblicato dall'American Enterprise Institute. In esso si passa in rassegna la letteratura in materia di politica ed economia dell'incertezza e si conclude che negli Stati Uniti, nel mese precedente le presidenziali, le probabilità di una recessione sono il doppio rispetto a qualsiasi altro mese dell'anno; ma il pronostico raramente si verifica.

Berlino e Parigi hanno metabolizzato il detto romano Morto un Papa se ne fa un altro.

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COMMENTI
22/08/2016 - il vertice a 2 miglia da Ventotene (Gaspare Supremo)

Come mai viene definito Vertice di Ventotene e non sulla Portaerei Garibaldi ? Si continua con la Partecipazione e Complicità Disinformatica RAI pseudo Servizio Pubblico o meglio di informazione al Servizio Renziano, col Favoreggiamento dell'Inutile e Ubbidiente Mattarella ( al Suo Predecessore ) benedetto e santificato ! E tutti i Media ( smazzettati dall'Esecutivo ) si adeguono alla versione sulla località dell'Incontro che non risponde a verità !