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FANTA-FINANZA?/ La "carta Usa" che blocca la cessione di Finmeccanica ai francesi

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La "sovranità limitata" che vincola la politica economica italiana rispetto all'Europa condanna non solo il governo Renzi, ma qualunque governo, a negoziare estenuantemente con la Commissione europea non solo i "saldi" di bilancio, ma anche le scelte specifiche sulle varie voci di spesa. È l'impostazione dettata da Berlino e accettata con trasporto da Juncker.

Che il governo italiano stia se non altro provando a forzare questo blocco rivendicando più flessibilità nell'adesione al parametro sacro del rapporto deficit/Pil è cosa nota, ma per l'anno venturo la sfida è particolarmente impegnativa perché quando un anno fa l'Italia chiese e ottenne questa deroga per la Legge di stabilità 2016 si impegnò a non ripetere la richiesta per il 2017, impegno che invece oggi la stasi del Pil la costringe a cancellare.

In questa situazione veramente difficile e meschina, qualunque espediente potrebbe risultare valido: anche quello di accogliere qualche richiesta da altri Stati europei, per esempio la Francia, per ottenerne in cambio l'appoggio politico in Europa sulle deroghe ai vincoli di bilancio.

Da questo ragionamento alcuni osservatori hanno desunto che l'articolo a doppia firma pubblicato sul prestigioso quotidiano parigino "Le Monde" dai nostri ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e della Difesa Roberta Pinotti, per invocare un rilancio della difesa comune europea, nascondesse in realtà una profferta di Roma a Parigi per un'integrazione a guida francese delle rispettive industrie militari. Alias, una cessione sostanziale della Finmeccanica.

Che l'idea possa essere tra le tante che il "giglio magico" si è palleggiato in questi giorni estivi, cercando affannosamente una "trovata" che traesse il governo dalla visibile impasse in cui si ritrova a muoversi, ci sta. Che l'idea abbia qualche concretezza - stando alle fonti che il Sussidiario ha potuto sondare - assolutamente no. E questo a prescindere sia dalla sostenibilità di una - per esempio - fusione tra la divisione aeronautica di Leonardo (come con scelta improvvida è stata ribattezzata la Finmeccanica) e l'Airbus, sia dalle intenzioni del governo.

Se infatti sul piano economico la sovranità di tutti gli Stati membri dell'Unione è limitata dai Trattati che hanno liberamente sottoscritto e oggi hanno l'obbligo di applicare, sul piano strategico-militare la sovranità europea nel suo insieme, e italiana in particolare per mille ragioni, è ancor più limitata dal Signoraggio degli Stati Uniti, dove peraltro la Finmeccanica controlla la Drs Technologies, l'azienda statunitense dell'elettronica per la difesa acquistata dalla precedente gestione per la bazzecola di 5,2 miliardi di dollari. Per intendersi: proprio a fine luglio, un consorzio d'imprese costituito dalla stessa Leonardo con Raytheon (una delle più importanti aziende al mondo nel settore dell'addestramento e dei sistemi avionici), insieme a Cae Usa e Honeywell Aerospace, si è candidato a una gara dal valore di 10 miliardi di dollari per la fornitura di circa 500 aerei da addestramento al Pentagono. È pensabile che iniziative del genere vengano assunte e procedano mentre Roma vende il pezzo più pregiato di Leonardo a Parigi? E senza il benestare americano? Ovviamente no.


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COMMENTI
24/08/2016 - commento (francesco taddei)

le singole voci di spesa se non possiamo decciderle noi allora renzi è un fallito e l'ue da far saltare in aria! volete capirlo che queste ultime imprese tecnologicamente avanzate dobbiamo tenercele? liberisti del cavolo! appena le privatizziamo se ne vanno via. guardatevi i tanti esempi che ci sono. ricordate il comparto magnetico delle acciaierie? no?