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MPS/ La domanda che riporta in scena Corrado Passera

Pubblicazione:venerdì 26 agosto 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 26 agosto 2016, 8.56

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E varie altre cose: "Conversione volontaria di una parte dei prestiti subordinati per circa un miliardo che metta questa categoria di investitori in condizione di beneficiare - se lo vorranno - del rilancio della banca in qualità di azionisti a pieno titolo. Destinazione a patrimonio dell'intero risultato 2017. Contributo di Atlante alla Bad Bank con 1,6 miliardi di mezzanino"...

Ma che senso ha rinvangare questo libro dei sogni? Ormai è acqua passata. O no? La verità è che le prossime settimane - sette o otto - saranno cruciali. L'andamento severo dei mercati sembra voler vanificare il palese attendismo che il piano Jp Morgan sconta, la scelta cioè di entrare nel vivo soltanto all'indomani di una scadenza politica imprecisa nella data e incerta nell'esito, il referendum costituzionale, tanto che lo stesso governo non sta più attribuendo a essa quel valore determinante che per mesi le ha dato di "capolinea" politico. E poi che c'entra il tentativo improcrastinabile di avviare il Monte al risanamento con le vicende del governo?

Dunque o il piano Jp Morgan si attiverà prima, oppure il combinato disposto dello scetticismo dei mercati e l'ormai diffuso senso di inopportunità di un'attesa suggerita solo da improprie considerazioni politiche potrebbero realmente sferrare un colpo di grazia a una grande banca che, invece, ha i numeri per risollevarsi. È chiaro che con la determinazione che lo contraddistingue, ma anche molta "impoliticità", Passera si è posto come garante manageriale, e anzi imprenditoriale, della qualità del suo piano, mentre l'attuale management del Monte, il pur valido Viola, è un elemento dato in qualche modo per scontato da Jp Morgan, pur avendo effettivamente il manager già molto chiesto al mercato senza però riuscire a portare i risultati voluti con gli 8 miliardi già attinti.

In concreto: ci sono le premesse affinché qualcuno o qualcosa provvedano ad archiviare il piano Jp Morgan-Mediobanca, con i 600 milioni di commissioni a esso connesse, e a rilanciare il piano Passera? È la domanda per eccellenza sul tormentato mercato bancario italiano di oggi.



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