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Economia e Finanza

TERREMOTO E FINANZA/ Il "bivio" che avvicina la resa dei conti

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C'è poco da fare, la realtà è testarda e viene sempre a chiedere il conto, prima o poi: il Paese è a un punto di svolta, la ricreazione è finita, la gente è esasperata. E non capirlo, non vederlo, è quanto di più pericoloso possa compiere un politico: lentamente, lo scollamento tra popolo e suoi rappresentanti sta toccando vertici mai toccati. Non servono politologi dai titoli accademici roboanti per rendersi conto che il supporto al Movimento 5 Stelle è frutto solo di questo, dell'esasperazione: finora, la rabbia e la delusione si sono incanalati in percorsi democratici, nel voto di protesta, ma ci vuole davvero poco per arrivare ad altro. Non si può massacrare una nazione per mera volontà di potere, non si può rendere la vita di chi lavora sempre più dura soltanto perché ce lo chiede l'Europa: quale Europa? Ha detto nulla l'Europa sul terremoto? Ci ha messo cinque ore prima di alzare il telefono, Putin ci ha messo 5 minuti. 

Scrivo queste parole per il semplice fatto che sono certo che, stante la situazione economica del Paese, quest'anno dovremo fare i conti con le clausole di salvaguardia, quindi con un ulteriore aumento di accise e tasse: se non mandiamo Bruxelles a quel paese, l'Italia muore. E qui non serve fare discorsi su euro o non euro, la questione è che gli interessi dell'Ue non sono i nostri: punto. E per evitare che demagoghi da quattro soldi tipo Salvini (a proposito, non vedo pletore di camicie verdi ad aiutare negli scavi, né tantomeno il nostro eroe sui luoghi della disgrazia a portare conforto) capitalizzino da questa situazione, occorre avere il coraggio di reagire anche in maniera drastica: ma non accadrà, perché quel Forza Renzi sulla prima pagina de Il Giornale tre giorni fa, ci fa capire che questo dramma sarà il balsamo per rivitalizzare l'inciucio del Nazareno. Si andrà avanti a geometrie variabili, un Verdini di qua, un Verdini di là e il governo in qualche modo sta in piedi, soprattutto ora che Berlusconi ha bisogno della sponda dell'esecutivo dopo la fregatura rifilata a Mediaset da Vivendi. Il bene del popolo? Zero, chissenefrega. 

Vi faccio un esempio. Mentre il Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) raccomanda di osservare un minuto di silenzio negli stadi per commemorare le vittime del sisma, gli ultras di tutte le squadre d'Italia si sono mobilitati per raccogliere beni di conforto e portarli nei luoghi del dramma: la differenza tra palazzi del potere e Paese reale è questa, c'è chi parla e c'è chi fa. Ma a SkyTg24 o su RaiNews non lo dicono, perché gli ultras vanno bene solo quando succede qualcosa di brutto allo stadio, la priorità attuale è quella dei 20 migranti in gita ad Amatrice a far finta di dare una mano. Lo so che sono parole dure le mie, ma guardatevi attorno e ditemi se riconoscete il Paese in cui vivete, se avete almeno 40 anni: siamo sull'orlo di un precipizio valoriale e morale prima ancora che economico, siamo in un limbo di indifferenza mista a opportunismo che rappresenta il cocktail peggiore che un popolo possa bere. 

Come vedete, non ho nemmeno sfiorato la polemica sui terremotati in tenda e clandestini in hotel, per il semplice fatto che è un non-sense: ormai sono qui, il problema era avere un governo serio che i soldi li usasse per respingimenti ed espulsioni e non per far mangiare cooperative amiche, visto che l'80% abbondante di chi è qui a lamentarsi per il wi-fi lento non scappa da nessuna guerra e quindi va rispedito a casa sua. La corda sta per spezzarsi, tutti avvisati. Dopo non lamentiamoci delle derive populiste o dell'estremizzazione dello scontro, perché quando si poteva intervenire si è preferito voltarsi dall'altra parte, certi che l'elemosina degli 80 euro sarebbe stata sufficiente a rabbonire la gente. La sciarada è finita e quando a ottobre i primi nodi verranno al pettine, non basteranno tutti i selfie del mondo per evitare il redde rationem

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COMMENTI
27/08/2016 - Tutela dei risparmi (Giovanni Cossolini)

Buongiorno dott. Bottarelli leggo sempre con grande attenzione i Suoi scritti, i complimenti che ora ho intenzione di proporre sono autentici e sinceri. Lo spaccato che oggi ci propone è davvero il sentire delle persone semplici che non sanno purtroppo più da che parte riporre la fiducia e la speranza, mi auguro che molti di noi La leggano così da avere una visione finalmente ripulita da opacità e da nebbie artificiali. Gradirei da Lei un prezioso consiglio riguardante la salvaguardia dei risparmi personali, frutto di lavoro praticamente di tutta la vita. Più volte ed in varie occasione, Lei ha sottolineato giustamente l'asfissia che questa Europa sta apportando a paesi come l'Italia, e di logica non ci resta che il divorzio a breve. La conseguenze che ne deriverebbero forse non sono prevedibile ne quantificabili, ma come fare a tentare di proteggere quel poco di risparmi ? Affidarsi a banche di diritto Italiano ma a capitali stranieri, oppure trasferire direttamente il tutto su di un conto Svizzero ? Gradirei molto un Suo autorevole parere. Colgo l'occasione per salutare con affetto e per ringraziare di cuore. Giovanni Cossolini.