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SPY FINANZA/ Mps e Unicredit, i "guai" nei radar dei mercati

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Palazzo Unicredit (Lapresse)  Palazzo Unicredit (Lapresse)

Veniamo ora al Monte dei Paschi, la quale sapete deve cedere 10 miliardi di sofferenze e, per questo, il governo intende dar vita al Fondo Atlante 2, partecipato anche da Cassa depositi e prestiti. Per questa ragione, lunedì il titolo Mps ha retto bene, guadagnando. Ieri, però, un tonfo. Perché? Semplice, perché l'Enpam, l'ente di previdenza di medici e odontoiatri, si allontana dall'operazione Atlante 2, tanto che non sarà nemmeno convocato l'incontro straordinario del Cda per deliberare sul fondo, perché mancano le premesse. La notizia ha una doppia rilevanza, primo perché l'Enpam è in assoluto la Cassa più rappresentativa con i suoi 360mila iscritti e i suoi 17,2 miliardi di patrimonio. Secondo, va sottolineato che il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti, è anche il presidente dell'Adepp, l'associazione che rappresenta 19 Casse di previdenza privata e che lo scorso 25 luglio ha votato una delibera (a maggioranza) che prevedeva un investimento in Atlante 2 di 500 milioni da parte delle Casse, a determinate condizioni. Furono 16 le Casse che hanno firmato la delibera Adepp del 25 luglio perché tre (Inarcassa-ingegneri e architetti, Cnpadc-commercialisti ed Enpav-veterinari), si erano astenute fin da subito. Quindi, il piano del governo rischia di morire prima di nascere. 

D'altronde, quando si basano i salvataggi bancari sull'elemosina presso le Casse previdenziali private, non si può che finire in questo modo. Ma la cosa più assurda è che la Bce abbia avallato un'operazione simile, dopo aver messo Mpss nel mirino con la sua lettera a dir poco irrituale. C'è poi un'altra criticità, questa tutta politica. Stando al piano di salvataggio messo in piedi da JP Morgan e Mediobanca per il governo, l'aumento di capitale del Monte dei Paschi si dovrebbe svolgere in autunno. Ma prima o dopo il referendum? Già, perché se l'aumento di capitale verrà calendarizzato prima della consultazione, nessuno rischierà di investire "al buio" in Italia in un momento di piena incertezza politica. Peccato che lo stesso accadrà anche se verrà fissato dopo, perché comunque la vittoria di un fronte o dell'altro invierà scossoni pesanti sia al governo che all'opposizione, creando un quadro di turbolenza generalizzata. 

Ma non pensiate che sia solo l'Italia a star male, dal punto di vista bancario. Commerzbank, secondo istituto tedesco per capitalizzazione, sta infatti scontando gli effetti di un profit warning sugli utili 2016: -13% in due sedute di contrattazione. I ricavi del secondo trimestre dell'istituto sono scesi a 2,23 miliardi di euro da 2,44 di un anno prima. La causa, spiega la banca, sono i tassi negativi e una ridotta attività con la clientela. La scorsa settimana la banca aveva preannunciato un utile netto in discesa del 32% a 209 milioni di euro contro i 207 milioni del 2015. 


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