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(S)FIDUCIA ITALIA/ Così Renzi "perde" tre tagli di tasse per un referendum

Pubblicazione:martedì 30 agosto 2016

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L’Italia non è e non sarà mai un Paese in cui un leader politico potrà essere acclamato nonostante prometta “lacrime e sangue” e la grande campagna sull’Eurotassa del governo Prodi è incongruamente annoverata come un precedente semplificativo in tal senso, perché innanzitutto era una carezza rispetto alla crisi divampata poi, in secondo luogo recava con sé una promessa di restituzione e in terzo luogo prometteva di essere lo strumento definitivo per lo sbarco del Paese in una “età dell’oro” alla quale, all’epoca, molti credevano, l’età dell’Unione europea, che invece è oggi in crisi radicale.

Ma c’è un altro dato “macroscopico” che conferma quanto bassa sia oggi la fiducia nel futuro degli italiani che fanno impresa: ed è il dato sul dimezzamento dei contratti a tempo indeterminato nel primo semestre 2016 rispetto all’anno precedente. Se è vero che i nuovi assunti sono ancora molto più numerosi (516 mila) dei licenziati (bene!), è vero anche, infatti, che i contratti a tempo indeterminato sono stati 300 mila in meno del periodo di confronto. E sì che davvero “indeterminati”, cioè privi della possibilità di essere troncati da un licenziamento economico individuale, non sono più, proprio perché vige il Jobs Act, che ha cancellato per i nuovi assunti l’applicabilità dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che appunto esclude il ricorso al licenziamento individuale.

E dunque, cos’è accaduto? Intanto, che lo sgravio contributivo elargito dal governo si è ridotto dagli 8000 euro del primo anno a 3250, e per due anziché per tre anni: quindi assumere in “pianta stabile” conviene meno. E poi che comunque l’idea di prendersi in carico per molto tempo un nuovo lavoratore nasce solo dalla fiducia nel futuro. Che evidentemente è poca.

Sicuramente ha nuociuto oltre misura al governo e alla credibilità della sua azione non tanto questa misura o quell’altra, quanto l’aver spostato il focus della sua azione (e soprattutto della sua comunicazione) dalla pratica dei provvedimenti concreti a favore di imprese e consumatori alla teoria aliena delle riforme istituzionali, incomprensibili ai più nella portata e nel valore, e come tali sospette: tradizionalmente, in un Paese unito da appena 160 anni e reduce da secoli di dominazioni straniere, un politico che si spenda a tal punto per una norma, lo fa nel proprio interesse e non in quello dei cittadini. Ci vuol altro che una e-news per cambiare una mentalità stratificatasi nelle ere geologiche...



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