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FINANZA/ L'Italia potrà essere distrutta con un click

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Matteo Renzi, François Hollande e Angela Merkel (LaPresse)  Matteo Renzi, François Hollande e Angela Merkel (LaPresse)

“Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani”. Per Spinelli, il grande nemico è lo Stato. “Gli spiriti sono già ora molto meglio disposti che in passato ad una riorganizzazione federale dell’Europa. La dura esperienza ha aperto gli occhi anche a chi non voleva vedere ed ha fatto maturare molte circostanze favorevoli al nostro ideale”. E già qui entra in contraddizione clamorosa: se ci deve essere una federazione, ci devo essere gli stati, altrimenti chi si federa?

“Assurdo è risultato il principio del non intervento, secondo il quale ogni popolo dovrebbe essere lasciato libero di darsi il governo dispotico che meglio crede, quasi che la costituzione interna di ogni singolo stato non costituisse un interesse vitale per tutti gli altri paesi europei”. Ma per questo esistono i trattati internazionali, che non solo favoriscono lo sviluppo, ma hanno anche il pregio di rendere non conveniente i conflitti. Se infatti aggredisci e distruggi i tuoi clienti, i tuoi affari economici spariscono. E poi non si capisce a chi dovrebbe essere sottoposta la Costituzione di un popolo. O forse si capisce: a organi europei? E perché questi non potrebbero prendere decisioni contrarie al bene dei popoli, soprattutto se non sono eletti dal popolo?

Spinelli non pensa di attuare il suo progetto con una forte azione politica, ma con una rivoluzione che scardini le istituzioni presenti. “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita”. E questo è il motivo per cui il Manifesto di Ventotene non ha mai catturato il favore dei popoli: perché si tratta di un progetto di marca socialista, un’ideologia che aveva già mostrato la sua difficile attuazione e le sue incongruenze: proprio per risolvere le incapacità del socialismo e superare il suo fallimento era già nato, pensate un po’, il comunismo! E Spinelli sapeva bene quali erano stati gli effetti disastrosi del comunismo in Russia.

“Il principio veramente fondamentale del socialismo, e di cui quello della collettivizzazione generale non è stato che una affrettata ed erronea deduzione, è quello secondo il quale le forze economiche non debbono dominare gli uomini, ma - come avviene per forze naturali - essere da loro sottomesse, guidate, controllate nel modo più razionale, affinché le grandi masse non ne siano vittime”. Questo principio mi pare possa essere completamente condiviso, soprattutto nella nostra epoca di sopraffazione della finanza sugli interessi dei popoli. Ma ora rimane da capire come il socialismo di Spinelli attuerebbe concretamente questo programma. Lo dice lui stesso.

“La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa, caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio”. Andiamo bene! Ma Renzi lo consce questo passaggio? E Hollande? E la Merkel? Fa quasi ridere la frase finale “non dogmaticamente in linea di principio”: in altre parole, ciò che è mio (dello Stato) è mio e ciò che è tuo è mio, però non dogmaticamente e quindi se vuoi ne parliamo. Ma non basta: “Non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un’attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori… è questo il campo in cui si dovrà procedere senz’altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti”. Qui di nuovo continua a parlare di nazionalizzazioni anche se lo Stato non deve più esistere. Tutto in mano ai nuovi burocrati europei, quindi.


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COMMENTI
30/08/2016 - Finanza (delfini paolo)

Una volta in Europa avevamo i vari De Gasperi, Schuman, Adenauer, ecc. Oggigiorno il mondo politico,ormai COMPLETAMENTE guidato dai poteri finanziari, ci propone merkel, hollande, may o i nostri renzi, alfano e berlusconi, che contrariamente ai fondatori dell'Unione Europea contano come il due di spade, e si limitano a ratificare decisioni prese già altrove. Per quanto riguarda le riflessioni di spinelli... sorvoliamo!!