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Economia e Finanza

PIANO CASA ITALIA/ Becchetti: il suo destino è già scritto nel fiasco dell'ecobonus

Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi (LaPresse)Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi (LaPresse)

Per quanto riguarda “Casa Italia” mancano quei dettagli che invece abbiamo con maggiore precisione nel caso dell’ecobonus. Ci dovrebbe essere un seguito più strutturato per potere affermare che sia un piano e non un annuncio.

 

In concreto di che cosa c’è bisogno?

Il problema alla basa è che la prevenzione antisismica non ha un rendimento di mercato, bensì soltanto un rendimento sociale in termini di sicurezza e di minore rischio di perdita delle vite umane. Però sicuramente è un tipo di intervento che può comportare un onere per la finanza pubblica.

 

Il nostro governo riuscirà a convincere l’Ue a scomputare questi investimenti dal deficit?

Renzi ha affermato che farà così, ma in questo modo sta ammettendo pubblicamente che il nodo per la finanza pubblica c’è e che l’unica soluzione è che i costi di questi investimenti non siano computabili nel deficit. Si tratta però di un risultato che il nostro governo deve ottenere attraverso una trattativa politica con l’Unione Europea.

 

La prevenzione antisismica è in grado di fare ripartire il Pil?

Ci potrebbe essere un indotto, e quindi un effetto indiretto sul Pil. Bisognerebbe però calcolare il moltiplicatore di questo investimento pubblico. Se il moltiplicatore è maggiore di uno è chiaro che in quel caso avremmo un impatto positivo sui rapporti debito/Pil e deficit/Pil, ma è difficile dire a priori se ciò avverrà. A oggi non abbiamo un’idea precisa di quanto possa essere questo moltiplicatore.

 

A quali condizioni potrebbe venirne fuori un piano serio?

Renzi dovrebbe convincere l’Unione Europea che esiste un moltiplicatore maggiore di uno, o che comunque il rendimento sociale dell’investimento è superiore al costo. Il presidente del Consiglio può quindi persuadere l’Ue puntando sul fatto che questo tipo di investimento salva delle vite umane e attiva degli investimenti privati che possono rimettere in moto il Pil.

 

(Pietro Vernizzi)

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