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FINANZA E POLITICA/ Mediobanca al bivio fra UniCredit e salvataggio Mps

La sede di Mediobanca (Lapresse) La sede di Mediobanca (Lapresse)

I rapporti fra palazzo Chigi e Mediobanca non sono mai stati calorosi (assai meno di quelli con Fiat ed Espresso-Repubblica). Nel frattempo Intesa Sanpaolo ha riconsolidato con Atlante lo status di “banca di sistema” (in asse con la Fondazione Cariplo di Giuseppe Guzzetti). E l’ultima, sonante vittoria di Cairo sul Corriere della Sera (il più simbolico dei gioielli “cucciani”) parla da sola. Ora Mediobanca ha accettato di impegnarsi in un’operazione autenticamente ”renziana” come le messa in sicurezza di Mps. Ma verso quale traguardo strategico?

L’impasse patrimoniale di UniCredit, hanno ripetuto per settimane analisi e commentatori, potrebbe essere risolta con una fusione con Mediobanca. Le voci insistenti di candidatura di Nagel al vertice UniCredit erano in fondo “ballon d’essai” sulla praticabilità di un “dream plan” accarezzato da molti, da molti anni. Ma mai realizzato: sempre troppo complesso, sia sul piano finanziario che politico. Anche oggi, in fondo, è più facile immaginare la rottura del cordone ombelicale fra UniCredit e Mediobanca (e un ridisegno della proprietà UniCredit via aumento sul mercato) piuttosto che la costruzione di un patchwork fra Milano a Siena, passando per Trieste, tenendo assieme Parigi e Roma. 

Come andrà a finire è comunque difficilissimo da prevedere. Anche versanti apparentemente laterali potrebbero restare rilevanti. Ad esempio: il vicepresidente di UniCredit Fabrizio Palenzona è sotto scacco per le inchieste giudiziarie riguardanti crediti opachi, concessi da manager che Mustier ha subito rimosso. Il suo arrocco è difeso molto più dai suoi rapporti a valle con la Mediobanca “maranghiana” che dall’appoggio a monte delle Fondazione Crt. Altro profilo delicato riguarda Francesco Gaetano Caltagirone: fresco reduce dall’essere diventato socio di riguardo del gigante francese Suez, apportandovi il grosso del suo pacchetto in Acea. Lo stesso Caltagirone arrotonda ogni giorno la sua quota in Generali e si affanna a dirlo ai mercati. Con quali finalità ultime? Caltagirone ha avversato la nomina di Mustier in UniCredit, ma poi si è detto disponibile a partecipare all’aumento di capitale. Anche il “Re di Roma” non ha ancora chiaro quale sia la puntata giusta.

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