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FINANZA/ Così Dbrs ricorda il "trucco" dell'Italia

Pubblicazione:martedì 9 agosto 2016

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Per trovare il colpevole di questo mistero in cui il decennale va per terra mentre tutto il contesto peggiora non serve Sherlock Holmes; “l’assassino” è la Bce che compra titoli anche e soprattutto quando le cose si mettono male. I mercati sembrano far finta di niente, ma sono perfettamente al corrente della situazione. Venerdì l’agenzia di rating canadese Dbrs ha messo sotto osservazione il debito italiano per un possibile downgrade. Tra i motivi della decisione, guarda caso, le difficoltà del sistema bancario e i timori sul governo italiano.

L’agenzia canadese non è famosa come Fitch, Moody’s o Standard & Poor’s, ma è l’unica rimasta a dare una “A” all’Italia e in questo modo a consentire alle banche italiane di ottenere le condizioni più favorevoli nelle operazioni con la Bce. Finora il mercato non ha voluto testare la fermezza della Bce nel difendere l’euro; è chiaro però che il supporto a Bce e/o all’euro sta diventando una questione che diventa legittimo sollevare dopo la Brexit e mentre montano da più parti dentro l’Europa perplessità sull’opportunità di tenere in vita un sistema artificiale che viene messo in discussione per la sua incapacità di fornire risposte economiche e di sicurezza adeguate. Un sistema in cui i più deboli si sentono sfruttati e che i più forti sembrano volere solo nella misura della propria, esclusiva, utilità.

Il mercato legge sicuramente la situazione e si rende conto delle contraddizioni strutturali; da qui a testare la fermezza di Europa e Bce sfidando la profondità delle tasche dell’Eurotower il passo sembra molto più breve rispetto a qualche mese fa. Se non ce lo ricorda il rendimento del decennale ce lo ricorda Dbrs; a settembre forse se ne parlerà più diffusamente.



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