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MIGRANTI/ Austria, Francia, Turchia, così comincia l'isolamento dell'Italia

Pubblicazione:sabato 10 settembre 2016

Angelino Alfano (LaPresse) Angelino Alfano (LaPresse)

Il tutto, ministro Alfano, con la Svizzera che intende blindare del tutto le sue frontiere per timori di continui accessi dall'Italia e la Francia che sta preparandosi a rafforzare i controlli, scelta anche questa con risvolti politici in vista delle elezioni della prossima primavera. 

Egregio ministro, siamo nella classica situazione del collo di bottiglia: ci hanno murati all'interno, chi arriva in Italia, resta in Italia. E stanno continuando ad arrivare, a migliaia, ora persino in Sardegna partendo dalle coste tunisine. L'approssimarsi dell'autunno, poi, potrebbe spingere gli scafisti a massimizzare gli sbarchi per guadagnare il più possibile, prima che le condizioni meteo rendano proibitive le traversate. 

Mi permetto di porle una domanda, con il rispetto dovuto al suo ruolo istituzionale: cosa stiamo facendo per evitare di diventare il campo profughi a cielo aperto d'Europa? Mi pare nulla. Anzi, ultimamente le nostre navi vanno direttamente a prendere gli immigrati a poche miglia dalle coste libiche, siamo il servizio taxi gratuito dei mercanti di uomini. E per favore, lei è troppo intelligente per muovermi l'appunto delle ragioni umanitarie e dell'emergenza profughi: i profughi veri, quelli che ottengono lo status in Italia, ad oggi sono il 5% del totale, lo dicono i dati ufficiali del dicastero che guida. C'è poi un 35% che ottiene permessi speciali e temporanei ma il resto sono clandestini, gente che arriva da Nigeria, Gambia, Eritrea, Mali. Arrivano dal Corno d'Africa, dal sub-Sahara, dal Maghreb: non sono profughi, quelli o sono già in Germania dallo scorso anno oppure sono nei lager allestiti da Erdogan al confine turco-siriano, previo lauto pagamento dell'Ue. 

E stia certo, caro ministro, che se anche in Austria non vincerà il candidato dell'FPO, la politica di durezza non cambierà, perché l'opinione pubblica sta ponendo una pressione enorme sul governo riguardo questo tema. Mi dirà che non possiamo farci carico da soli di un tema simile e che l'Europa deve fare la sua parte ma io le rispondo, caro ministro, che è inutile che ci prendiamo in giro: in Europa stanno spuntando muri ovunque, in Ungheria al confine serbo e ora anche al porto di Calais. In Europa il numero dei ricollocamenti reali è ridicolo e lo stesso capo del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha detto che la situazione è vicina al collasso a livello continentale, chiedendo aiuto — inascoltato — durante l'ultimo G20 in Cina.

Signor ministro, è ora di agire da soli, unilateralmente, perché Bruxelles parla ma non fa nulla di concreto e i nostri alleati, specie i Paesi confinanti, stanno sigillandosi per diventare impermeabili all'ultima ondata che sta per arrivare. E' stato di recente a Como? O alla stazione centrale di Milano? O in via Cupa a Roma? Io capisco che un politico sia reticente a dire le cose come stanno, soprattutto se vanno contro il muro del politicamente corretto di cui è baluardo la presidente della Camera, ma la situazione sta per esplodere: se non si fa qualcosa, subito, ci ritroveremo con decine di migliaia di clandestini accampati nelle nostre città e paesi in vista dell'inverno, quando farà freddo e occorrerà trovare — come al solito — soluzioni emergenziali. 


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COMMENTI
10/09/2016 - Sicuramente finirà male molto male (Carlo Cerofolini)

La legge di Murphy dice che se una cosa deve andare male sicuramente sarà così e quindi sicuramente – visto lo spessore della classe politica e dirigente che abbiamo (aiuto!) – per l’Italia e gli italiani, per quanto riguarda l’immigrazione clandestina, sarà una tragedia economica, sociale, civile e di civiltà senza fine. Ma basta!