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MIGRANTI/ Austria, Francia, Turchia, così comincia l'isolamento dell'Italia

Mentre Austria e Svizzera blindano le frontiere chiamando a sorvegliare addirittura l'esercito, l'Italia che fa? MAURO BOTTARELLI lo chiede al ministro dell'Interno, Angelino Alfano

Angelino Alfano (LaPresse) Angelino Alfano (LaPresse)

Caro ministro Alfano,

Mi rendo conto che come classe dirigente del Paese avete altro a cui pensare: referendum costituzionale, tenuta ed equilibri politici dalla coalizione di governo, emergenza terremoto e non ultimo le sarcastiche vendette verso il Movimento 5 Stelle, caduto nella più classica trappola del puro che incontra uno più puro di lui che lo epura.

Lasci però che le rubi pochi minuti per una questione che mi sta molto a cuore e, penso, stia a cuore a qualche milione di italiani. Come saprà, il 2 ottobre in Austria si terrà il ballottaggio per eleggere il presidente, dopo i brogli che hanno portato a invalidare il voto dello scorso maggio. Bene, in vista di questo importante turno elettorale e al fine di scongiurare un'altra volta — speriamo, in questo caso, almeno con mezzi leciti — la vittoria del candidato della destra, Norbert Hofer, negli ultimi tempi il governo in carica è entrato in tackle scivolato in campagna elettorale, mostrando la faccia dura. L’esecutivo guidato da Kristian Kern avrebbe infatti pronto un provvedimento d’emergenza che prevede lo stop, arrivati a un certo numero, dell’accettazione delle richieste d’asilo, il respingimento di chi arriva e lo schieramento di oltre 2mila soldati ai confini.

I particolari di quanto sta accadendo li ha resi noti l'agenzia Ansa dalla sua sede di Bolzano: il governo di Vienna ha raggiunto un accordo di maggioranza tra i socialdemocratici e i popolari che lo sostengono per un provvedimento urgente che sarà in vigore per sei mesi ma sarà prolungabile per tre volte. 

Non si sa ancora quando entrerà in vigore: probabilmente, quando le richieste d’asilo raggiungeranno le 37.500, tetto posto dal governo per l'anno in corso. A quel punto, saranno accettati rifugiati solo in casi eccezionali: se rischiano la vita o la tortura nel loro Paese, se hanno parenti in Austria, se tornare nel luogo da cui sono venuti è impossibile, mentre i profughi saranno respinti al confine. Alle frontiere, infatti, Vienna manderà 2.200 soldati per mettere in pratica le decisioni prese.

Immediatamente, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, Amnesty International e Medici senza Frontiere hanno criticato l’intenzione del governo austriaco con molta forza: "La misura romperebbe un tabù in Europa e significherebbe una rinuncia al diritto d'asilo in Austria. Altri Paesi europei potrebbero seguirne l'esempio", ha sottolineato Christoph Pinter, a capo dell'ufficio dell'UNHCR a Vienna.

E sempre nella prospettiva di mostrare decisionismo e pugno duro sul tema immigrazione, il suo omologo austriaco, Wolfgang Sobotka, ha detto che Vienna potrebbe portare in tribunale l’Ungheria, perché si rifiuta di riprendersi un certo numero di immigrati che hanno attraversato il confine senza che Budapest li avesse registrati come dovuto. 

Peccato che lo stesso giorno del ballottaggio austriaco, anche l’Ungheria andrà alle urne per votare su un referendum — dall'esito già oggi scontato — per stabilire se i cittadini siano disposti ad accettare le quote di profughi a cui dare asilo imposte dall'Ue. 


COMMENTI
10/09/2016 - Sicuramente finirà male molto male (Carlo Cerofolini)

La legge di Murphy dice che se una cosa deve andare male sicuramente sarà così e quindi sicuramente – visto lo spessore della classe politica e dirigente che abbiamo (aiuto!) – per l’Italia e gli italiani, per quanto riguarda l’immigrazione clandestina, sarà una tragedia economica, sociale, civile e di civiltà senza fine. Ma basta!