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RIPRESA?/ Borghi: occorre un patto con chi vuole uscire dall'euro

Pubblicazione:sabato 10 settembre 2016

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In particolare ritengo che lo Stato debba spendere in investimenti infrastrutturali, attraverso per esempio la messa in sicurezza, il rinnovamento degli impianti e delle tubature, così da evitare le emergenze in certi casi tragiche cui assistiamo ogni volta. Questa politica sarebbe necessaria e urgente, così da ridurre la disoccupazione ed evitare i costanti fallimenti delle nostre imprese. Anche perché questi ultimi si ripercuotono sulle banche, diventano sofferenze note anche come Non Performing Loans (NPL), finendo per pesare sui risparmi degli italiani attraverso il bail-in.

 

E’ sufficiente sforare i vincoli di bilancio per risolvere tutti i problemi?

No, anche perché il vero problema di fondo è che se il governo mette in circolo denaro, è probabile che i consumatori non comprino dei prodotti fatti in Italia bensì all’estero. Nel momento in cui un disoccupato riceve il suo primo stipendio, è probabile che acquisti una lavatrice che anziché essere fatta nelle Marche è stata prodotta in Germania. Per evitare che ciò avvenga è necessario lo smantellamento dell’euro. Come certificato anche da uno studio di Morgan Stanley, per la Germania l’euro rappresenta una moneta sottovalutata di quasi il 30% rispetto al marco tedesco.

 

Beppe Grillo di recente ha rilanciato il referendum contro l’euro. Come Lega Nord siete pronti a collaborare anche sulla raccolta delle firme?

Le firme sono già state prima raccolte e poi cestinate, in quanto per tenere un referendum sull’euro occorre l’approvazione del Parlamento. La nostra Costituzione prevede infatti che non sia possibile svolgere referendum sui trattati internazionali, a meno che non ci sia una legge costituzionale ad hoc votata da due terzi del parlamento. Poiché è impossibile raggiungere questa maggioranza in aula, insistere sul referendum è soltanto una presa in giro. Per non parlare del fatto che, se anche si riuscisse a tenere il referendum, le condizioni in cui si svolgerebbe non sarebbero certo quelle del Regno Unito bensì della Grecia.

 

Quindi secondo lei qual è la strada da percorrere?

Quello che dovrebbe fare Grillo è presentarsi alle elezioni politiche dicendo: “Un secondo dopo essere andato al governo comincerò a lavorare per l’uscita dall’euro”. La strada per farlo non è attraverso un referendum, bensì con un decreto legge. L’ideale sarebbe se si procedesse a uno smantellamento controllato dell’euro d’intesa con altri Paesi dell’Ue. Noi come Lega Nord stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo insieme a Marine Le Pen in Francia e con chi la pensa come noi in Austria e in altri Stati dell’Eurozona.

 

(Pietro Vernizzi)



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