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IL CASO/ Se Confindustria "boccia" (in anticipo) la manovra di Renzi

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

Invece, "la nostra idea è chiara, occorre un intervento organico di politica economica con un piano a medio termine che metta la crescita in evidenza, individuando nello sviluppo industriale una grande priorità. Ora, una delle nostre proposte è la detassazione del salario di produttività. Come finanziare le risorse che occorrono? E' la grande partita da giocare, evitando l'errore indicato da Roberto Perotti, cioè da una parte recuperare risorse con i tagli alla spesa e dall'altra limitarsi a utilizzarle per sostenere la domanda. Dovremo puntare su una politica dei fattori (i fattori di produzione, ndr) per rendere più competitive le imprese e riattivare così il circolo virtuoso dell'economia. Con una semplice politica della domanda non risolvi i problemi! Il deficit che si crea per finanziare la domanda non genera un Pil stabile".

E' chiaro il retropensiero di Boccia: alternative politiche affidabili, tanto più dopo i fatti di Roma, oggi in Italia non se ne vedono. Il governo Renzi si dimostra attento nel suo insieme — espliciti gli encomi a Padoan e Calenda — alle logiche dell'impresa, come non era mai accaduto, neanche durante l'esecutivo Monti. E quindi si tratta di scambiare il forte appoggio politico sulle riforme con una linea di politica economica meno elettoralistica e più sostanzialista.

L'assillo di Boccia è il gap di produttività che si è creato tra Italia e Germania, il 30% in meno ai nostri danni. "E viviamo in un'area a parità di moneta per cui, in un certo senso, il Paese forte ha svalutato ai danni del Paese debole. Poi c'è il problema della Brexit: se la sterlina venisse svalutata, sarebbe un danno in più per l'Italia. Per tutte queste ragioni incrementare la produttività diventa essenziale. Siamo consapevoli di non poter chiedere tutto, ma quindi, proprio in una dimensione consapevole, non possiamo che fare delle scelte. La spending review c'entra, eccome, ma se recuperi risorse per fare più spesa e non investimenti non serve. Ripeto: prima occorre crescere e poi distribuire. Dalla logica degli 80 euro si passi al supporto della produttività".

Renzi è avvisato. E' un appoggio "consapevole", quello della Confindustria: ma proprio per questo è un appoggio a termine e reversibile.

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