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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Le regole che frenano la crescita

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Ciascuna ha una sua giustificazione puntuale (o la aveva quando Governi e Parlamenti oppure autorità di regolazione le hanno varate). Tuttavia, sono adesso un freno allo sviluppo, specialmente dei Paesi industriali a economia di mercato e più particolarmente nell’iper-regolata Ue (dove regole comunitarie si sommano a quelle internazionali e a quelle statali, a quelle regionali, a quelle provinciali, a quelle comunali, a quelle delle comunità montane e via regolamentando). La montagna disincantata spiega, in certa misura, perché da qualche anno siano i Paesi in via di sviluppo e a basso reddito pro-capite (dove le regole sono poche e poco osservate) a tirare la carretta dell’economia mondiale.

L’eccesso di regolazione in Europa spiega, in certa misura, perché la crisi finanziaria scoppiata negli Usa ha rallentato l’economia americana (meno regolata di quella Ue), ma ha portato la recessione nel Vecchio continente.

Cosa fare? Un po’ tutti si arrabattano a semplificare la regolazione e a frenare l’incontinenza di chi ne propone sempre di aggiuntiva. L’Italia ha poche lezioni da offrire. È poco credibile la cifra di 16 miliardi di euro pubblicizzata come costi di informazione che gravano su cittadini e imprese (rispetto ai 40 miliardi, limitati al Governo federale, computati in Germania).

Il regulatory budgetting è stato intrapreso in modo sistematico in Gran Bretagna e già sperimentato con successo negli Usa in alcuni settori (sanità, ambiente). Anche in Italia, c’è qualche esempio (lo si è fatto ad esempio nel valutare la posizione Ue in materia ambientale o nell’esaminare la revisione delle tax expenditures per le elargizioni liberali per la cultura). Non lo abbiamo presentato, però, al resto del mondo. Se non mostriamo agli altri le cose buone che facciamo, non lamentiamoci di non essere trattati bene. Occorre soprattutto pensare alla “sunset regulation” (ossia una legge costituzionale meglio se rinforzata; tutta la normativa deve essere a tempo e decade se non varata di nuovo dagli organi preposti) che il Governo in carica pare abbia in animo di varare. E via discorrendo. Oggi sono in vigore regolamentazioni sulle carrozze a cavalli e i lumi a petrolio.

Comprensibile che se si appartiene a uno schieramento politico si tiri l’acqua alla propria cordata. In sedi internazionali come l’Irrc, tuttavia, gli altri mostrano il punto di vista dei Governi in carica, non i risultati (anche ove meritori) di chi è stato mandato all’opposizione dagli elettori. Vecchi colleghi di Banca Mondiale, Fmi, Ocse e Commissione europea non hanno risparmiato battutine di corridoio: “Ciascuno a suo modo” (come Luigi Pirandello intitolò la sua commedia più bella, ma meno rappresentata, poiché richiede 42 personaggi in scena).

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