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Economia e Finanza

RIPRESA?/ Forte: spesa e Pil, le verità sulle mosse di Renzi

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La spesa in denaro è aumentata tramite i bonus del governo e quella in natura tramite i deficit delle imprese pubbliche. Complessivamente l’aumento della spesa in rapporto al Pil è quindi notevole. Ci sono settori dove la spesa pubblica è deleteria, perché tiene in piedi baracconi che dovrebbero essere sostituiti da attività produttive efficienti. In questi settori il taglio della spesa non è stato fatto perché le ragioni politiche ingessano le decisioni economiche, e rispetto a ciò pesa una crisi generale dei governi e dei partiti di sinistra in Europa.

 

Secondo lei, è plausibile che si siano altri significativi tagli di spesa pubblica con cui finanziare la riduzione delle tasse?

L’esecutivo di Matteo Renzi si regge sull’ibrido rappresentato dal potere di alcuni conglomerati finanziari che gli portano voti e dall’esigenza di mantenere il suo potere elettorale. Questi gruppi finanziari auspicherebbero dei tagli di spesa, ma se ciò avvenisse il Pd perderebbe ulteriori voti. Finché c’è questo governo dunque non saranno possibili tagli di spesa. Anzi non accadrà mai finché non avremo un governo di centrodestra moderato e consapevole.

 

E se invece andassero al governo i Cinque Stelle?

Neppure quella stessa “sinistra anomala” costituita da M5s è adatta per risolvere questi problemi, perché pur opponendosi all’alleanza oggi al governo odia la modernizzazione. I Cinque Stelle non hanno un’ideologia se non quella della protesta e della rivalsa. D’altra parte le sinistre non hanno un futuro in Europa. Forse ce l’hanno negli Stati Uniti, che si possono permettere una sinistra in quanto sono molto più liberalizzati di noi. Anche perché negli Usa il Welfare State ancora non c’è, e quindi un personaggio come Bernie Sanders ha ancora un significato.

 

(Pietro Vernizzi)

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