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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Referendum, Mps e "ingerenze": incomincia l'autunno caldo dell'Italia

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Partiamo dalla cronaca, citando, per non essere tacciato di partigianeria, l'autorevole Reuters. Eccola: "Gli investitori sono riluttanti a sostenere l'aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena, necessario dopo una maxi pulizia delle sue sofferenze, e questa è l'enorme sfida per il nuovo Amministratore delegato chiamato a mettere in sicurezza la banca italiana, secondo alcuni fund manager e una fonte a conoscenza del dossier. La banca, che oggi pomeriggio (ieri, ndr) riunisce il consiglio di amministrazione per nominare il nuovo Ad che a meno di sorprese sarà Marco Morelli, deve raccogliere fino a 5 miliardi di capitale per riportare i suoi parametri patrimoniali in linea dopo che avrà fatto una maxi cessione con cartolarizzazione di oltre 9 miliardi di sui crediti in sofferenza. Ma è proprio la montagna di 45 miliardi di euro crediti deteriorati che è il principale deterrente per gli investitori nell'appoggiare la terza ricapitalizzazione in tre anni, secondo quattro importanti fondi europei e una fonte di una banca d'investimento a conoscenza del dossier". 

Ed ecco invece cosa ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, lunedì sera a Porta a porta: "La nomina del nuovo Ad, da quello che mi risulta, sarà oggetto mercoledì della riunione del cda. Il parere della Bce ci sarà domani (martedì, ndr) ed è su una rosa di nomi selezionata dai cosiddetti cacciatori di teste... Non è questione di entro l'anno o meno, ma di quando i mercati saranno più disponibili ad accettare un aumento di capitale. C'è l'incognita referendum che viene percepita come impedimento". Ed ecco ritornare l'incognita referendum, buona quanto il Brexit per rimandare, ribaltare, occultare, stravolgere. Ma davvero il mercato non investe nel piano di riassetto di Mps perché teme le cavallette che potrebbe invadere l'Italia se vincesse il "no"? 

Nemmeno per sogno, il mercato era già di suo titubante, ma il proverbiale chiodo nella bara della fiducia lo ha piantato il risultato della semestrale della Popolare di Vicenza, la quale nonostante l'aumento di capitale garantito dal Fondo Atlante, ha presentato ancora perdite monstre. Ma è brutto dire che in Italia ci sono banche in cui hanno paura a mettere i soldi anche gli hedge funds più rapaci per il semplice fatto che hanno bilanci devastati da prestiti ad amici, parenti e referenti politici che si sono tramutati in sofferenze che mai verranno recuperate, alla faccia di accantonamenti da barzelletta. 

E poi, a proposito di ingerenze, chi ha fatto fuori l'ad di Mps, Fabrizio Viola, per far posto a Marco Morelli, ex capo di Bank of America-Merrill Lynch in Italia? Renzi, Padoan e il buon Costamagna, ex Goldman Sachs e ora a capo di Cassa depositi e prestiti, il tutto per far piacere a JP Morgan, deus ex machina del disperato tentativo di salvataggio della banca più vecchia del mondo. Ma ora viene il bello, perché su Morelli pesa un'incognita. Nel 2013 è stato infatti pesantemente multato dalla Banca d'Italia per la sua partecipazione al finanziamento cosiddetto "Fresh" attivato dal Monte dei Paschi di Siena sotto la guida di Giuseppe Mussari, quando Morelli era vicedirettore generale. 


COMMENTI
15/09/2016 - Deficit di conoscenza finanziaria oppure altro? (Silvano Rucci)

Dopo l'esperienza negativa dei Bond Argentina, Parmalat, Cirio, ecc. evidentemente in Italia, e non solo, c'è deficit di conoscenza finanziaria. In particolare da parte della clientela retail delle banche, alla quale è stata offerta, con molta faciloneria, tale immondizia. Allora non meraviglia adesso se Monte dei Paschi di Siena ed Unicredit si rivolgeranno al mercato, e nello stesso momento, per chiedere insieme dodici miliardi! Tanta è la mancanza di conoscenza finanziaria che non avranno difficoltà, sicuramente, a trovarli presso la clientela retail. L'ultima ciliegina sulla torta l'abbiamo ricevuta con la tentata assurda ed indigesta adozione, ricordiamolo, del Bail In!