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SPY FINANZA/ Referendum, Mps e "ingerenze": incomincia l'autunno caldo dell'Italia

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Quasi quasi chiedo al direttore se posso dar vita a un rubrica dal titolo "Cronache da pagliacciopoli" dedicata alle capriole patetiche del nostro sistema politico-economico. E, vi assicuro, non avrei difficoltà a reperire materiale. L'altro giorno, ad esempio, è saltata fuori una vera chicca, qualcosa che merita grande attenzione. Eccola qui: l'investitore italiano non ha cultura finanziaria, ha scarsa comprensione degli andamenti e delle innovazioni dei mercati e mostra in alcuni casi distorsioni comportamentali (diversificazione di portafoglio e contabilità mentale). Ma non basta, perché è avverso alle perdite e al rischio di ottenere rendimenti inferiori alle aspettative e ha una scarsa comprensione del processo decisionale. È questa la fotografia dell'investitore nostrano scattata dalla Consob e presentata in una ricerca. Eppure, nonostante tutto, gli italiani mostrano un rinnovato interesse per i mercati finanziari, anche se rimangono orientati verso i prodotti liquidi. 

Di certo, non piace pagare il servizio di consulenza ai professionisti, per cui si cercano più gli amici, i parenti e i colleghi per i consigli di Borsa. E anche una volta che il servizio viene pagato rimane una forte difficoltà nella valutazione del servizio ricevuto e una bassa consapevolezza dell'importanza dello scambio informativo con il consulente. La ricerca presentata dalla Consob è stata condotta dalla Multifinanziaria Retail Market insieme con Osservatorio su "L'approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane" (GfK Eurisko): il campione è stato di circa 2.500 famiglie, mentre l'osservatorio ha coinvolto mille famiglie. 

Bene, in Italia c'è deficit di conoscenza finanziaria. Non vi pare un pochino stonata, però, la nota in base alla quale a dirci questo sia l'Ente che ha eliminato la prospettazione di rischio dai prodotti finanziari e che ha benedetto con mano ferma la vendita di obbligazioni subordinate, ad esempio, a clientela retail? Cosa facciamo adesso, rimettiamo i prospetti e facciamo smettere le banche di spacciare immondizia per togliersela dal bilancio? Sia chiaro, chi va allo sportello e si fa irretire da rendimenti del 4-5% in un momento simile è un cretino, perché basta leggere un giornale per capire che si tratta di una più che probabile fregatura, ma noi sappiamo benissimo, perché ce lo ha insegnato la cronaca, che molto spesso azioni non quotate e ultra-sopravvalutate, così come obbligazioni con forte rischio, diventano lo scotto da pagare per ottenere un prestito o un mutuo: quindi, ignoranza o meno, siamo di fronte a un'attività di estorsione, bella e buona. E la Consob cosa dice? Silenzio tombale, troppo occupata a commissionare studi il cui esito è quello di confermare come le decisioni dell'Ente di controllo dei mercati siano state balsamo per chi voleva truffare ignari risparmiatori. 

Ma andiamo oltre. L'Italia da martedì sembra un covo di trinariciuti, tutti contro l'ambasciatore Usa che si è schierato a favore del "sì" al referendum. Ora, al netto che siamo una colonia Usa dal 1945 e quindi ben svegliati a tutti i fenomeni dell'indignazione a scoppio ritardato, giova sottolineare come quel referendum non solo non si sa ancora quando (e se) si terrà, ma che lanciarsi in polemiche sterili simili serve soltanto a far passare sotto silenzio il rischio davvero serio e l'ingerenza Usa davvero grave che stiamo patendo. 


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COMMENTI
15/09/2016 - Deficit di conoscenza finanziaria oppure altro? (Silvano Rucci)

Dopo l'esperienza negativa dei Bond Argentina, Parmalat, Cirio, ecc. evidentemente in Italia, e non solo, c'è deficit di conoscenza finanziaria. In particolare da parte della clientela retail delle banche, alla quale è stata offerta, con molta faciloneria, tale immondizia. Allora non meraviglia adesso se Monte dei Paschi di Siena ed Unicredit si rivolgeranno al mercato, e nello stesso momento, per chiedere insieme dodici miliardi! Tanta è la mancanza di conoscenza finanziaria che non avranno difficoltà, sicuramente, a trovarli presso la clientela retail. L'ultima ciliegina sulla torta l'abbiamo ricevuta con la tentata assurda ed indigesta adozione, ricordiamolo, del Bail In!