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Economia e Finanza

RIPRESA?/ L'Italia continua a colare a picco

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Ma qui sorge spontanea una domanda: come mai la Spagna, senza una maggioranza di governo dalla fine dello scorso anno e con la prospettiva dell’ennesimo voto anticipato, è percepita dai mercati come più affidabile dell’Italia? La risposta, in parte, è legata al diverso dinamismo economico di Madrid che, complice lo sforamento del Patto di stabilità, avanza del 3%. In parte, poi, conta il fatto che il debito pubblico spagnolo, pur in forte e preoccupante crescita, è inferiore a quello italiano che nel 2016, nonostante l’ennesimo surplus del fabbisogno primario, è cresciuta di 80,5 miliardi a quota 2.205 miliardi.

Più di tutto, però, conta la capacità dimostrata da Madrid di saper fare le riforme anche operando sul lato dell’offerta, non solo intervenendo in maniera spesso avventurosa su quello della domanda. La politica economica del Bel Paese, e su questo Renzi non ha fatto eccezione (anzi…), consiste nell’espansione della domanda attraverso l’aumento del debito. E le riforme strutturali, per troppo tempo, sono state modeste o non hanno mai visto la luce (vedi la legge sulle liberalizzazioni).

In questo contesto la perdita progressiva di velocità del Prodotto interno lordo italiano si spiega in vari modi: la caduta demografica, la forza frenante delle corporazioni, l’incapacità di stare in un accordo di cambio senza farlo precedere dalla richiesta di “flessibilità” cioè la licenza a trasgredire che incide sulla nostra credibilità. E, su tutto, la presunzione che un debito salito al 135% sul Pil in anni di condizioni finanziarie eccezionale non sia un problema. È questa la ricetta che ci ha fatto precipitare al fondo della classifica Ue: l’euro, l’austerità imposta dalla Germania o l’immigrazione non c’entrano.

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COMMENTI
16/09/2016 - E' da anni che coliamo a picco (Michele Ballarini)

Che sorpresa. Quale sapiente studio! Sono anni che l'Italia sta colando a picco, e il fondo non si è ancora toccato. Si sta affondando da quando passammo dalla lira all'euro, da quando salari e stipendi furono falcidiati dal cambio e dalla dinamica dei prezzi (l'esempio della pizza margherita passata da 5.000 lira a 5 euro è un classico). Si sta affondando da quando, per compiacere i padroni del FMI e della UE a trazione tedesca (che ci vogliono loro schiavi), vennero riformate le pensioni, condannando una classe di lavoratori al lavoro perpetuo e i giovani all'inoccupazione, disoccupazione ed emigrazione forzata, stante il mancato ricambio con salto/stacco generazionale di almeno 8/10 anni. Stiamo affondando per la politica economica scellerata dei trombettieri venditori del nulla del Governo, che regalano quattrini a pioggia alle imprese ritenendo che favorendo i loro investimenti si favorisca la ripresa dell'economia, ignorando che senza consumi un'azienda chiude i battenti. I soldi vanno immessi nel welfare pensionistico e nella detassazione, questa sì, per le imprese che investono e/o assumono. Ma finchè circolano personaggi come il tristo Nannicini..... A proposito, Poletti, il Ministro delle cene Coop, dov'è?