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SPY FINANZA/ Il golpe in atto in Italia

Pubblicazione:sabato 17 settembre 2016

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Mi sono sbagliato e di grosso. E, per questo, vi chiedo scusa. Ho ritenuto Matteo Renzi più intelligente di quello che in realtà è: non sta facendo nessun giochino con la Consulta per tirare in lungo la data del referendum. E questo non perché non ci siano un interesse strategico e un'agenda nascosta dietro alla consultazione, ma perché, come diceva Rino Formica in un'intervista su queste pagine la scorsa settimana, il fenomeno di Rignano sta governando per conto terzi, è soltanto un prestanome per interessi più grandi. 

Da giovedì sappiamo che la data del referendum verrà decisa nel Consiglio dei ministri del 26 settembre prossimo e se volete vi dico già quale sarà: domenica 4 dicembre. Casualmente la stessa data in cui gli austriaci torneranno alle urne per scegliere il proprio presidente della Repubblica nel turno di ballottaggio, dopo che uno strano incidente con la colla delle buste per il voto postale ha fatto slittare in avanti la data originaria del 2 ottobre. È una strategia decisa ai piani alti, non credete alle coincidenze. 

Come lo so? Semplice, basta guardare l'andamento di ieri di Piazza Affari. All'ora di pranzo, il listino milanese era l'unico in negativo di tutta Europa e non di poco, visto che perdeva il 2% e a trascinare al ribasso il mercato italiano erano, guarda caso, soprattutto i titoli bancari. Certo, il comparto era in rosso in tutta Europa in scia alle forti vendite su Deutsche Bank (-7% a Francoforte) dopo la notizia che il Dipartimento di Giustizia americano ha proposto all'istituto tedesco di pagare 14 miliardi di dollari per chiudere l'indagine sui mutui subprime, ma un tonfo come quello milanese aveva altre spiegazioni. 

Quali? A pesare era anche l'atteggiamento difensivo degli investitori nei confronti dell'Italia in vista del referendum: "Mancano gli operatori esteri che possono fare la differenza in termini di volumi", ha dichiarato Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, all'agenzia MF-Dowjones. A detta dell'esperta, "c'è bisogno della percezione che la variabile politica sia sotto controllo. È chiaro che in questi momenti di smarrimento la speculazione trova terreno fertile per cercare di forzare i livelli tecnici". Guarda caso, ultimamente ci sono stati report di alcune importanti case d'affari che hanno messo in guardia gli investitori in vista del referendum italiano, un tema che ha anche allargato lo spread Btp/Bund, ora a quota 132 punti base. 

Sul listino milanese soffriva Mps. tanto che nell'intraday l'azione ha aggiornato il minimo storico a quota 0,2054 euro, in scia alle indiscrezioni stando alle quali l'aumento di capitale dovrebbe essere eseguito senza il diritto d'opzione a favore degli attuali azionisti, i quali non sembrano tanto propensi ad aderire alla terza ricapitalizzazione in tre anni: si tratterebbe, quindi, di un collocamento privato. Capito perché si sono dovuti fare fuori, con procedura che definire irrituale è un eufemismo, prima Viola e poi Tononi dal board? La legge la impone JP Morgan, mica Siena e Roma. Inoltre, l'operazione dovrebbe prevedere anche la conversione di una parte dei bond in azioni. "Lo schema di ricapitalizzazione suggerito sembra piuttosto credibile, vista la difficoltà di raccogliere nuove risorse dall'azionariato corrente", sottolineano gli analisti di Icbpi, a detta dei quali, però, "la dimensione del rafforzamento patrimoniale rimane comunque sconosciuta, dato che la valutazione dell'ammontare dei non-performing loans che dovrà essere ceduto non è stata ancora completata, cosa che dipenderà dal valore attuale netto ottenibile dalla vendita. In ogni caso, nuove transazioni avranno effetti molto diluitivi sul capitale, elemento che a nostro parere è riflesso nella debolezza del prezzo dell'azione". 


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COMMENTI
17/09/2016 - Renzi per conto terzi (ALBERTO DELLISANTI)

Bottarelli legge giustamente una autorevole conferma di Rino Formica (nella sua ultima intelligentissima intervista)al fatto evidenziatosi lungo tutto il cammino del Premier nativo di Rignano sull'Arno, che il Fiorentino è stato chiamato a Palazzo Chigi per governare l'Italia secondo terzi. Obama, i Clinton, i Number One di Parigi, Londra e Bruxelles, e la stessa Merkel (verso la quale il Renzi gioca a fare l'oppositore duro in questi giorni, a partire da Bratislava) sono i terzi a cui Renzi risponde e corrisponde. Lo hanno scelto per via della sua abile parlantina, piena di inventiva, e della sua tosco-italica furbizia. Per via del suo essere così goloso del Potere. E così consonante con il pensiero unico che muove il citato Gotha del Super Potere Americano Europeo. Presentarsi agli italiani nella sua odierna sonora polemica anti Merkel e anti Hollande, fa parte della strategia per commuovere i cittadini orientati a votare il NO al Referendum. Quel NO che è temutissimo allo stesso modo da Merkel come da Obama e il suo ambasciatore a Roma, il toscanissimo Phillips (ex Filippi di Siena). E sgraditissimo da Goldman Sachs, come da JP Morgan e come da George Soros. Ecc. ecc. Sul renzianissimo "Corriere della sera" di oggi (sabato 17) il giornalista Verderami dichiara senza veli che Renzi deve fare vincere il SI' al "suo" Referendum. E che per vincere lancia l'OPA sui moderati, stanchi di una "Europa germanizzata". La Merkel - è evidente - lo lascia fare...