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MPS/ La partita che preoccupa gli obbligazionisti (ma non gli speculatori)

Notizie Mps. In Borsa il titolo di Montepaschi continua a perdere e il piano di risanamento della banca toscana è in stallo. E ciò preoccupa gli obbligazionisti. Di SERGIO LUCIANO

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MPS NEWS Il consorzio di garanzia dell'aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena? Come la fedeltà degli amanti secondo il Metastasio: "che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa". Continua a non esserci altro che questo dato oggettivo, unito all'incertezza politica sul governo, dietro l'insostenibile pesantezza del titolo Mps in piazza Affari che ieri, nel giorno dell'insediamento del nuovo amministratore delegato Marco Morelli, ha perso un altro 6,5% chiudendo a 0,19, cioè a una capitalizzazione di poco superiore a un decimo, 550 milioni di euro, dei soldi che Jp Morgan e Mediobanca avevano annunciato in luglio di voler chiedere al mercato per rilanciare l'istituto.

A oggi, all'attuabilità di quell'annuncio sembra non credere più nessuno. E anche il governo - primo azionista col 4% della banca senese ma responsabile morale assoluto dello stallo, tanto più dopo aver imposto dapprima il blocco del piano alternativo proposto da Corrado Passera e poi la defenestrazione dell'ex a.d. Fabrizio Viola - continua a essere più vittima di un assoluto imbarazzo che artefice di qualche intrallazzo.

La situazione della banca è esplosiva al punto che numerosi analisti scommettono che nessuna soluzione potrà lasciare immuni, non del tutto almeno, gli obbligazionisti. Lo ha scritto chiaro e tondo l'agenzia di rating Fitch - delle tre, la minore e la meno americana (è controllata anche da soci francesi), quindi un po' meno ingranata come una rotellina tra le altre nel sistema degli interessi Usa nelle cui grinfie è stata affidata la banca senese. Fitch sostiene che, visti i 27 miliardi di sofferenze nella pancia del Monte, "il completamento della transazione è complesso e se non andrà in porto bisognerà trovare in fretta una nuova soluzione per evitare il fallimento della banca. Sono limitate le opzioni senza un bail-in dei creditori". Proprio quello che il primo azionista del Monte, il governo Renzi, paventa.

In realtà ,oggi circolano circa 5 miliardi di euro di obbligazioni subordinate del Monte, in gran parte in mani private di piccoli risparmiatori. Convertirne una parte significherebbe alleggerire in proporzione il debito di Siena. Ma quale parte e con che perdita sulla parità? Quindi con quali danni per il pubblico risparmio? Il guaio sostanziale è che la sostenibilità del piano si fonda su una percentuale di "resa" della vendita delle sofferenze pari al 33%, mentre lo stesso governo ha accettato di fissare al 18% quella delle sofferenze della quattro banche fallite (Etruria e le altre) a fine 2015. Dove si potranno mai recuperare oggi sul mercato quei 15 punti di differenziale positivo per i debiti corrotti del Monte?

Del resto, l'aumento di capitale da 5 miliardi ipotizzato da JpMorgan e Mediobanca è rimasto finora senza banche garanti, né altri investitori istituzionali disposti a entrare, gli stessi che infatti si dice da oggi Morelli inizi a cercare sul mercato: lui che conosce già bene quel poco che c'è da conoscere sul dossier Mps, visto che dalla Bofa-Merril Lynch dove lavorava fino alla settimana scorsa aveva comunque già attentamente seguito in questi mesi la pretattica degli amici di JpMorgan: che non a caso l'hanno chiamato a Siena.