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SPY FINANZA/ I piani per distruggere l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2016

Wolfgang Schaeuble (LaPresse) Wolfgang Schaeuble (LaPresse)

Orban sa bene queste cose, per questo ha fatto queste riforme. Ma le sa bene anche chi ci governa in Europa e in Italia: per questo puntano tutto sul deprezzamento del lavoro (non c’è un altro modo per aumentare i profitti, pagare i debiti e mantenere in piedi questo sistema iniquo) e sulla distruzione della famiglia. Infatti, agli occhi degli speculatori, la famiglia ha il grandissimo difetto di essere la cellula fondamentale dello Stato: se si distrugge la famiglia pure lo Stato risulterà sempre più indebolito alla radice. E da uno Stato indebolito sarà più facile acquistare aziende a prezzi scontati. Distruzione della famiglia e distruzione dell’economia sono i due passaggi di uno stesso progetto di distruzione.

Questo è il motivo fondamentale del prossimo referendum costituzionale: rendere le istituzioni più “agili”, più “snelle” per attuare in modo più rapido la distruzione economica e sociale (e familiare) di un popolo. Hanno fretta di fare altre riforme inique sul lavoro, sulla famiglia (per dare la “libertà” di adottare anche alle unioni civili) e per svendere le aziende italiane.

Per questo Schauble è così aggressivo. Sa che non c’è più molto tempo e continua a spargere menzogne. Ha affermato che la Germania si accinge a diminuire il debito (oggi al 78% del Pil) per portarlo in linea con i parametri di Maastricht (cioè al 60%) entro il 2020. La cosa è ovviamente impossibile. In linea del tutto teorica sarebbe possibile tagliando pesantemente le spese, ma in un mercato interno già ai minimi termini, un pesante taglio delle spese dello Stato equivarrebbe alla rivolta sociale.

Ma soprattutto sono la logica e i numeri a smentire una simile possibilità. In un sistema monetario con moneta estera (come l’euro, moneta estera per tutti gli stati), la moneta è sempre un debito per tutti e una qualsiasi crescita richiede maggiore moneta e quindi maggiore debito. E questi sono i numeri: dal 2000 ad oggi il debito nella virtuosa Germania è passato dal 60% al 78%. Ma queste sono percentuali rispetto al Pil. E il Pil in questi quindici anni è passato da 2000 miliardi a 3700 miliardi (di dollari), con una crescita del 74%. Questo vuol dire che in questi anni di moneta unica il debito pubblico tedesco in termini assoluti è cresciuto del 140%. Per fare un paragone, nello stesso periodo il debito pubblico italiano è cresciuto del 126% in termini assoluti.

Questo dicono i numeri e la logica: prima di ogni crescita abbiamo un debito crescente più rapidamente. E senza crescita, gli interessi fanno comunque crescere il debito (o faranno fallire lo Stato, dopo che sono fallite molte aziende). Per questo occorre respingere le riforme costituzionali: per evitare la svendita delle aziende italiane, per evitare la distruzione della famiglia. E per respingere un modello iniquo e fallimentare.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/09/2016 - Commento (francesco taddei)

Forse l'autore non e' a conoscenza,a che in italia esistono i voucher che sono pure peggio del mini job e stanno spopolando. Vada poi a fare domande a chi lavora nelle cooperative.