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SPY FINANZA/ I piani per distruggere l'Italia

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Wolfgang Schaeuble (LaPresse)  Wolfgang Schaeuble (LaPresse)

Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble è protagonista dell’ennesimo attacco tedesco a Mario Draghi e alle politiche monetarie della Bce. Gli rinfaccia la politica monetaria accomodante, che per ora sta evitando il fallimento dell’economia. Non vede l’ora che avvengano fallimenti a catena nei paesi del sud Europa, in modo che aziende e banche tedesche possano fare man bassa delle aziende in difficoltà, magari pagandole un pezzo di pane o un piatto di lenticchie. E cosa fanno i politici nostrani? Niente. Tutti zitti.

Schauble non vede l’ora anche perché, con la depressione in corso in tutta Europa, pure le esportazioni tedesche iniziano a soffrire e a non crescere più. Secondo i dati più recenti, le esportazioni sono scese del 2,6% su base mensile. Ovviamente non potevano crescere all’infinito. Questo Schauble lo sa benissimo e per questo aveva in mente già la soluzione finale, cioè fare piazza pulita dei competitori distruggendoli finanziariamente per poi acquisirli. Per questo ora attacca pure i promotori di una maggiore flessibilità in Europa, cioè Renzi e Hollande. Pretende il rispetto delle regole, a gran voce, proprio lui che le regole non le rispetta, visto che la Germania da diversi anni ha un surplus maggiore del 6%, cioè superiore al limite imposto dalle regole europee.

Un’Europa e una moneta unica concepite per favorire la grande finanza, anche quando questa distrugge l’economia e il lavoro. Per questo la Bce, con il suo programma straordinario, ora stampa 80 miliardi di euro al mese coi quali acquista titoli di Stato (e non solo), ma con un meccanismo perverso: non comprandoli direttamente dagli stati, ma nel cosiddetto “mercato secondario” cioè di fatto acquistandoli dalle banche, in modo che il meccanismo alimenti le lucrose commissioni bancarie. Questo è il cuore del meccanismo, fin dagli albori dell’euro: le banche lucrano sulle commissioni e gli stati si indebitano. Ma nel caso della Germania c’è un meccanismo perverso in più: loro da sempre aggirano il mercato primario (quelle dove le banche acquistano i titoli direttamente dagli stati e quindi dove le banche in concreto decidono gli interessi sul debito che gli stati pagheranno) perché i titoli di Stato tedeschi invenduti vengono acquistato dalla loro Agenzia del debito, la quale poi ricolloca questi titoli sul mercato secondario dove vengono acquistati anche dalla loro Banca centrale.

Lo sporco trucco serve a tenere basso l’interesse sul debito che lo Stato pagherà: e per la Germania si è trattato di un risparmio di circa 150 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Del resto, basti pensare che la Germania sul suo debito nel 2015 ha pagato circa 20 miliardi di interessi, mentre nel 2008 ne pagava 40. Loro pagano 20 miliardi, mentre noi italiani che rispettiamo le regole ne paghiamo 90. E il debito continua a crescere.

Davanti a queste cifre i soloni della politica nostrana continuano a balbettare che però la Germania ha fatto le riforme. In realtà ne ha fatta solo una, decisiva. La riforma del 2003 detta Hartz IV, quella che ha introdotto i mini-jobs, quei lavori dove le aziende non pagano contributi e i lavoratori precari lavorano 2-3 giorni alla settimana per uno stipendio mensile (medio) di 400 euro, cioè una miseria. Così i tedeschi si sono creati in casa una forza lavoro di tipo cinese (tanti tedeschi dell’ex Germania Est) e hanno potuto far decollare le esportazioni grazie ai prezzi competitivi; ma anche perché se paghi 400 euro al mese di stipendio poi non puoi pensare di vendere sul mercato interno.

Per comprendere la profonda incidenza di questa riforma, oggi il 25% della forza lavoro tedesca è dovuta a questi mini-jobs. E siccome l’albero si riconosce dai frutti, occorre pure ricordare un paio di questioni. La prima è che i lavoratori di mini-jobs si ritroverebbero, secondo recenti stime, con una pensione di circa 140-180 euro dopo 45 anni di lavoro. La seconda è che l’attentatore tedesco che impugnata una pistola si è messo a sparare a casaccio in un centro commerciale di Monaco, proveniva dal quartiere Hartz 4, cioè un quartiere povero della città, i cui abitanti sono percettori di sussidi pubblici. Un esempio da manuale in cui l’esclusione economica produce esclusione sociale e infine violenza.


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COMMENTI
21/09/2016 - Commento (francesco taddei)

Forse l'autore non e' a conoscenza,a che in italia esistono i voucher che sono pure peggio del mini job e stanno spopolando. Vada poi a fare domande a chi lavora nelle cooperative.