BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TASSE E POLITICA/ Meno Irpef nel 2017, ecco come fare

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2016

Lapresse Lapresse

«Parlare di un taglio dell’Irpef nel 2018 significa firmare una cambiale a babbo morto. Il governo può anche decidere di ridurla tra 250 anni, ma non è questo lo spirito della legge di bilancio». È il commento dell’economista Mario Baldassarri, ex viceministro dell’Economia e delle Finanze, senatore per due legislature e attualmente presidente del centro studi Economia reale. Secondo fonti di maggioranza e di governo citate dall’Ansa, l’esecutivo starebbe valutando l’ipotesi di mettere nero su bianco nella legge di bilancio 2017 il taglio dell’Irpef che entrerebbe però in vigore nel 2018.

 

Professore, la ritiene una proposta credibile?

La legge di bilancio dovrebbe riferirsi all’anno prossimo e non al 2018. Il vero problema però sta a monte. Noi quest’anno abbiamo di fronte due problemi seri. Il primo è che nel 2016, 2017 e 2018 il rapporto debito/Pil anziché diminuire continuerà ad aumentare. Questo è il campanello d’allarme primario per i mercati e per la Commissione Ue.

 

Qual è invece il secondo problema?

È l’obiettivo di azzerare il deficit, che il governo ha spostato di anno in anno negli ultimi tre anni, ma che va comunque realizzato entro il 2018. Parlare di un taglio dell’Irpef nel 2018 significa quindi firmare cambiali a babbo morto. In realtà, il taglio dell’Irpef si potrebbe fare anche l’anno prossimo, basta tagliare 30-40 miliardi di sprechi, ruberie e malversazioni nelle voci specifiche di spesa pubblica. Invece quei 30-40 miliardi sono ancora scritti a bilancio.

 

Almeno come effetto annuncio, se il governo si impegnasse a tagliare l’Irpef nel 2018 questo farebbe aumentare i consumi?

Gli italiani sono persone serie e perbene e non sono cretini. Questi annunci si ripetono da due anni, e i cittadini hanno dimostrato che non li seguono, ma preferiscono mettersi una mano in tasca e vedere quanti soldi hanno.

 

L’Ue concederà la flessibilità richiesta dal nostro governo?

Un conto è se il governo presentasse un piano in cui afferma che dall’anno prossimo l’Italia farà 10 miliardi in più di infrastrutture e di investimenti pubblici, chiedendo la flessibilità per finanziarli in deficit. Ben altro discorso è se uno va a chiedere di fare più deficit senza dire che cosa intenda farci.

 

Lei come valuta il modo in cui si sta delineando la Legge di bilancio 2017?


  PAG. SUCC. >