BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ I nuovi guai di Deutsche Bank (e di Mps)

LaPresse LaPresse

I detentori di bond Tier 1, i più rischiosi, ma quelli che offrono il 6% di rendimento, stanno vedendo più o meno la stessa logica, con i bond venduti con un 22% di sconto sulla parità. Quindi, DB sta muovendo i rischi di bilancio verso i derivati? Non stupirebbe, visto che è un giochino molto comune per ridurre l'esposizione ufficiale: sapete chi lo fece? La tanto vituperata Grecia, aiutata da Goldman Sachs. Il problema è che il prezzo da minimi record del titoli di DB ci dice che, sottotraccia, c'è qualcosa che non va e qualcosa di grosso. E non fatevi la domanda se quel qualcosa scoppierà o meno, chiedetevi solo quando. 

Soltanto lo 0,5% degli assets finanziari mondiali sono assicurati in forma di oro fisico: quando arriverà la botta, sarà tremenda. Certo, nessuno ha la certezza del fatto che il problema sia quello dei derivati o dei tassi di interessi negativi che incidono negativamente sui profitti o sulle turbolenze nell'eurozona post-Brexit e post-Bratislava. ma qualcosa comincia ad andare fuori controllo, come ci dimostrano i due grafici a fondo pagina, il primo relativo alla comparazione del trade dei titoli di Lehman Brothers e Deutsche Bank e il secondo che invece ci mostra come l'azione di Mps martedì sia scesa al livello record negativo, andando sotto quota 20 centesimi. 

A pesare su Mps, tra l'altro, è il fatto che l'approvazione del nuovo piano industriale dovrebbe subire uno slittamento, rispetto alla data di fine mese fissata dal precedente amministratore delegato, Fabrizio Viola. D'altra parte il nuovo ceo, Morelli, avrà bisogno di più tempo per ridefinire il contenuto del piano, soprattutto nella parte finanziaria, ma per gli esperti di Icbpi questa notizia non rappresenta «una sorpresa alla luce delle recenti modifiche del top management del gruppo e della complessità dello scenario». Tuttavia, «la soluzione dei problemi di Mps sul fronte dello smaltimento dei non performing loans rimane fonte di preoccupazione a livello di intero sistema bancario domestico, come ha messo in luce anche l'analisi di Fitch». L'agenzia di rating ha infatti sottolineato la fragilità del sistema, in assenza di misure per ridurre in modo significativo il peso delle sofferenze sugli attivi delle banche e gli interventi dovrebbero essere attuati tempestivamente, altrimenti c'è il rischio di tagli dei rating del credito e di un coinvolgimento dei creditori nelle operazioni di salvataggio. 

Come se non bastasse, l'esponente del consiglio di vigilanza della Bce, Ignazio Angeloni, parlando dello Srep condotto lo scorso anno dalla Bce, ha detto che «potranno esservi cambiamenti nei requisiti di ciascuna banca, ma a livello complessivo il requisito di capitale non dovrebbe variare in maniera significativa nell'esercizio attuale». Il requisito di capitale per le banche verrà indicato «probabilmente a gennaio» e Angeloni si aspetta che gli esiti siano in linea con quelli dello scorso anno, anche si ci saranno «variazioni anche abbastanza consistenti legate alla rischiosità delle singole banche». E con il Fondo Atlante totalmente insufficiente e il mercato freddo come il ghiaccio verso ipotesi di aumento di capitale, i rischi salgono. E sapete perché quelle regole cambiano? Perché bisogna nascondere al grande pubblico che Deutsche Bank verrà nazionalizzata o comunque salvata con uno schema di sicurezza dal governo tedesco, quelli che puntano il ditino contro gli altri rispetto alle regole, ma quando c'è da violarle per i proprio comodi, sono i primi. 

E ricordatevi una cosa: ci sarà davvero da avere paura quando e se il titolo di Deutsche Bank, che ora prezza circa 11,4 euro, dovesse finire in cifra singola. A quel punto, il panico è assicurato. Se magari Matteo Renzi, invece di lanciare sterili minacce generiche, utilizzasse il suo stuolo di tecnici e collaboratori per fare quattro calcoli, avrebbe argomenti più incisivi per attaccare Weidmann e Berlino. 

© Riproduzione Riservata.