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SPY FINANZA/ I nuovi guai di Deutsche Bank (e di Mps)

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Il rimbalzo del gatto morto del titolo Deutsche Bank è già finito: il titolo si attesta su sempre nuovi minimi e, nonostante la cortina fumogena di governo tedesco e media compiacenti tengano i riflettori lontani, sui mercati cominciano a circolare voci decisamente gravi. Martedì l'azione di DB ha sfiorato il minimo storico alla chiusura di Francoforte e negli ultimi giorni di contrattazione aveva perso il 20%, tanto che qualcuno muoveva dubbi sia sul book derivati della banca - un nozionale da 42 triliardi di dollari, su cui però bisogna operare matching tra short e long - che sulla severa sotto-capitalizzazione dell'istituto, anche alla luce della multa proposta dal Dipartimento della Giustizia Usa per chiudere l'indagine sui derivati. 

L'agenzia Bloomberg, ripresa poi da Reuters e da Dow Jones, ha scritto che il colosso bancario tedesco, proprio per la pressione innescata dai guai negli Usa, sta lavorando per cartolarizzare miliardi di dollari (si parla di una cifra attorno a 5,5 miliardi, poco meno di quanto effettuato lo scorso anno) di corporate loans in modo da ridurre il rischio di credito. Deutsche Bank sta strutturando l'operazione come un prestito garantito sintetico (synthetic collateralized loan obligation), il che significa che la banca manterrebbe i diritti di servizio della riscossione (servicing loans) trasferendo tuttavia il rischio agli investitori. Lo ha riferito a Bloomberg una fonte che intende restare anonima, la quale ha anche detto che la maggior banca tedesca sta facendo operazioni simili da anni per gestire i rischi sul credito alle imprese. 

Qual è però il dubbio vero che serpeggia sui mercati: Deutsche Bank sta forse truccando i conti del book derivati per nascondere pesanti perdite, cosa di cui però il mercato si è accorto o ha il sospetto? E non si tratta di complottismo anti-tedesco di maniera, sono le cifre che fanno riflettere: tra la fine del 2014 e quella del 2015, intesi come anni operativi su cui presentare il bilancio, il book nozionale dei derivati di DB ha conosciuto scostamenti di valore nozionale molto forti e nel report trimestrale 2016, casualmente, l'istituto non ha proprio presentato cifre rispetto al valore nozionale del book. 

Vediamo un po'. Alla fine del 2014, DB aveva in pancia derivati per un valore nozionale di 52 triliardi di dollari e il valore positivo era di circa 630 miliardi, mentre alla fine del 2015 il valore nozionale dei derivati era sceso a 42 triliardi con un valore positivo di circa 515 miliardi e su assets totali per 1,629 triliardi. Quindi, nel corso del 2015, DB ha ridotto la sua esposizione nozionale ai derivati di 10 triliardi, circa il 19%. Al 30 giugno di quest'anno, DB non ha fornito cifre riguardo il valore nozionale, limitandosi a comunicare che il valore positivo era aumentato a 615 miliardi su assets totali per 1,8 triliardi di euro. L'unico dato offerto era quello sul valore positivo netto del portafoglio derivati, stabile a circa 18 miliardi. 

Cosa sta succedendo? È infatti possibile che il portafoglio derivati di DB sia aumentato di valore di circa 100 miliardi, quasi il 19% in sei mesi, senza che l'ammontare nozionale crescesse in corrispondenza? Non è che DB ha scaricato 10 miliardi di controvalore di nozionale in derivati alla fine del 2015, solo per riconteggiarli dopo? Inoltre, il book equity è a 67 miliardi di euro, ma sta tradando a 75% di sconto, tanto che il valore di mercato di DB è di 16,5 miliardi di euro: potenzialmente, la multa negli Usa potrebbe uccidere la banca in una notte. 



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