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GEO-FINANZA/ Multa ad Airbus, la guerra tra Usa e Ue continua

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Certo che gli Usa hanno bisogno del mercato europeo e dei suoi consumatori. Ma ne paventano la concorrenza a tutto campo che di quando in quando patiscono, e vogliono soffocarla. Qualunque diversa ed eufemistica definizione di questa contrapposizione è un'utopia. Certo, tra la proclamazione di una "multa" e il suo pagamento ne corre: questo vale ieri contro la Apple e oggi contro l'Airbus. Ma questa schermaglia, questa guerra dei nervi, queste minacce rituali reciproche dicono male, malissimo.

Otto anni di crisi finanziaria a matrice americana e otto anni di crescita asimmetrica della Cina rispetto al resto del mondo e ancora otto anni di destabilizzazione del mercato energetico sono altrettanti fattori di stress che non potevano che indebolire o vanificare i collaborazionismi economici. L'unico vantaggio è che oggi il mondo - per fortuna - pur avendo tante, troppe, sanguinose guerre "a capitoli", come dice il Papa, non ha più la valvola crudele della guerra mondiale. E incanala sull'economia la rivalità e l'odio che in due occasioni ha scaricato nel sangue. Meglio le opposte sanzioni e le ristrettezze economiche che guerre che comportano delle bombe atomiche. Ma comunque le società europee rischiano, purtroppo, di pagare a questa contrapposizione un prezzo complessivo ben più salato delle opposte multe... A causa proprio delle divisioni interne che hanno indebolito a livelli mai visti la capacità di dialettica internazionale dell'Unione nel suo insieme.

L'attacco americano sul caso Volkswagen, la rottura tedesca sul Ttip, la procedura europea contro la Apple per l'elusione fiscale e il take-over tedesco della Bayer sulla Monsanto, ora le sanzioni Usa su Airbus. Allacciamoci le cinture, il rally è solo agli inizi.

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