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Economia e Finanza

REVISIONE PIL/ Il rischio della (finta) ripresa italiana

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Servono investimenti pubblici, perché quelli privati non ripartono. Gli investimenti pubblici stabili, coraggiosi, possono generare occupazione, essere veicolo di innovazione, ridurre il rischio che il Paese sia diventato più piccolo in termini di potenziale produttivo. Mi auguro che il Governo dimostri di aver imparato dagli errori passati. Che non sono quelli che alcuni dicono, come il non aver fatto abbastanza tagli. Anzi, di tagli se ne sono fatti fin troppi in settori delicatissimi come la sanità e l'istruzione.

 

Stanti i vincoli di bilancio, per poter fare questi investimenti pubblici bisognerebbe utilizzare le risorse che si vorrebbero stanziare per il taglio delle tasse oppure sforare i vincoli stessi…

Per certi versi il taglio delle tasse fa sorridere, perché cosa ci dà? È molto meglio che un'impresa privata cominci a investire seriamente e assuma dei giovani e se li tenga stretti perché un concorrente potrebbe portarglieli via. Questa è la situazione che dobbiamo ricreare. Per quel che riguarda le regole europee, a parte il fatto che c'è chi non le rispetta come la Germania (visto che sfora il 6% di surplus commerciale), dovremmo quanto meno continuare a insistere sulla "golden rule", per tenere gli investimenti fuori dal computo del disavanzo pubblico. Ritengo la linea degli investimenti preferibile rispetto a quella del taglio delle tasse proprio perché credo anche che troverebbe più ascolto a livello europeo.

 

(Lorenzo Torrisi)

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