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BANCHE E POLITICA/ Se Mediobanca è preoccupata solo di non disturbare UniCredit e Generali

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Oggi UniCredit appare poco più di un azionista finanziario in Mediobanca (che ieri ha deciso di chiamare in consiglio Marina Natale, una manager che il nuovo corso di Jean Pierre Mustier ha un po' accantonato in Piazza Gae Aulenti). E sulle Generali Mediobanca è attenta a non recitare più il ruolo storico di azionista-pilota: incerta peraltro su tempi e modi di una progressiva ritirata dal capitale del Leone. UniCredit, d'altronde, ha bisogno di molti capitali freschi, mentre a Trieste convince poco il graduale rafforzamento di Francesco Gaetano Caltagirone. Eppure Mediobanca resta apparentemente attenta soltanto agli incroci di agenda sugli incontri con gli analisti: come se perfino nell'Italia del 2016 - dove tutto appare ormai possibile, mentre non lo era ai tempi di Cuccia - fosse impossibile progettare grandi operazioni strategiche. Anzitutto nell'interesse di Mediobanca.

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