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PATTO DELLA LAVAGNA/ I "buchi" nel piano di Renzi

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Pier Carlo Padoan (LaPresse)  Pier Carlo Padoan (LaPresse)

L’Italia non riesce a crescere e a sfruttare la sua capacità produttiva inutilizzata perché difetta di infrastrutture, e in parte, anche di capitale umano. Trovo assurdo che non ci si occupi di questi problemi. Come ha riconosciuto lo stesso ministro della Cultura, Dario Franceschini, esiste un patrimonio costituito dai beni culturali immobili. Questi ultimi sono stati massacrati dalle imposte sulla proprietà immobiliare, perché sono stati aboliti gli esoneri per quanto riguarda la tassazione sia diretta, sia indiretta.

 

Oggi è in programma a Berlino l'incontro tra Hollande, Merkel e Juncker. Che cosa ne pensa delle uscite polemiche di Renzi nei confronti dell’Unione europea?

In questo modo Renzi peggiora la situazione, mentre dovrebbe occuparsi del problema del debito italiano che è il più alto all’interno dell’Unione europea dopo quello della Grecia. Vorrei sottolineare che il debito pubblico non è un fatto che riguarda l’Unione europea, bensì la valutazione dei mercati internazionali. Con queste uscite il premier fa capire ai mercati internazionali che ha sforato le regole europee e che non intende adeguarsi.

 

Come valuta questo messaggio?

È un messaggio pessimo perché nel momento in cui il Quantitative easing della Bce verrà meno, il nostro debito pubblico finirà sotto a un attacco massiccio e a una campagna magari anche strumentale. Renzi sta danneggiando le banche in modo molto grave, perché queste ultime possiedono numerosi titoli di debito pubblico. Agli occhi dell’opinione pubblica, quindi, le banche italiane hanno parametri patrimoniali che non sono affatto solidi, perché il governo non intende onorare il debito.

 

Quali sono le ricadute nell’immediato?

Di solito si pensa che ci sia un onere futuro legato al fatto di dovere ripagare il debito e i relativi interessi. Nella realtà, però, si genera un’aspettativa che fa sì che noi scontiamo al presente questo onere futuro. Questa anticipazione al presente può essere sfumata nella misura in cui non è chiaro quale sia il pericolo legato a questo debito pubblico, oppure perché si ritiene che in futuro sarà pagato. Nel momento però in cui il premier dice che non intende rispettare le regole dell’Unione europea, il messaggio che manda è che non intende pagare i debiti.

 

Perché i debiti sono così pericolosi?

Perché agli occhi di un investitore l’Italia diventa come la Grecia, e quindi decide di non investire più. Abbiamo un presidente del consiglio che invece di rassicurare i risparmiatori li spaventa. Chi ha dei soldi messi da parte può sempre decidere di acquistare un immobile a Montecarlo, in Francia, in Germania, perché se lascia i suoi fondi in una banca italiana rischia di perderne una parte: se infatti la banca fallisce, anche il singolo risparmiatore sarà costretto a pagare con il bail-in.

 

(Pietro Vernizzi)



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