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FINANZA/ Berlino-Roma-Africa: la battaglia in corso in Europa

Angela Merkel e François Hollande (LaPresse) Angela Merkel e François Hollande (LaPresse)

Che a esse appartenga la Germania non fa specie: essa guida quelle nazioni con la sua forza storicamente concreta. Ma è veramente singolare l'atteggiamento della Francia che - se si dovessero rispettare i parametri burocratici che si sbandierano per intimorire l' Italia - al blocco dei seguaci dell'austerity non dovrebbe appartenere per lo stato dei suoi conti pubblici. Ma se invece guardiamo alla Francia come grande potenza con ambizioni imperiali quale essa è, allora il discorso cambia e comprendiamo come la grandeur francese è funzionale al dominio tedesco perché ne consente la perpetuazione senza un pericoloso isolamento e si ha così modo di dare alla Francia la possibilità di dispiegare la sua potenza non in Europa, ma invece in Nord Africa, dove potentissimi sono gli interessi e le ambizioni imperiali francesi. 

Il primo compito della douce France è oggi mortificare l'Italia in Europa per intaccarne in guisa irreversibile la presenza in Libia e in Egitto dove il nostro Paese vanta presenze e primati quasi secolari. Ecco un altro gioco di specchi europeo: la Francia asseconda il delirio di onnipotenza ordoliberistico tedesco, reazionario e pericolosissimo per la crisi economica permanente in cui ci riduce, imponendo a tutti bassi salari e bassi costi per importare a basso costo beni che si rivenderanno a prezzi così alti da essere stellari e consentirà un surplus commerciale che non fa che provocare deflazione non solo in Europa ma anche negli Usa.  

Renzi è solo in Europa, o almeno così è oggi. Ma per nostra fortuna gode non a caso dell'appoggio degli Usa che si esprime in molteplici forme, come i fatti di questi giorni mi pare dimostrino indelebilmente con il culmine dell'invito a cena da parte del Presidente Obama. Ma questo tuttavia non sostituirà mai la necessità di continuare a battersi per un'Europa condivisa piuttosto che dominata, dove la sovranità fondi solidarietà ragionata e non pelosa nella sempre più necessaria rifondazione radicale dei patti fondativi europei.

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COMMENTI
29/09/2016 - i "fratelli" europei (ALBERTO DELLISANTI)

Parigi-Roma-Africa è una guerra che il nano Sakozy ha scatenato già dal 2011. Londra-Roma-Africa è la guerra di complemento a Sarkozy, che Cameron scatenò appunto nel maledetto anno 2011. Berlino-Roma-Africa è il perfezionamento della guerra contro l'Italia che vede la Merkel come un "primus" (data la stazza che la Germania ha raggiunto, molto a nostre spese), un "primus" che benedice gli appetiti francesi e inglesi, in cambio del riconoscimento francese al primato europeo dei tedeschi. All'ombra del quale Parigi svolge un suo imperialismo: quello africano, al fianco, nell'usbergo, diciamo, offerto dall'imperialismo tedesco (appunto quello europeo). Quello "superior". Che però, almeno formalmente, lascia Francia e Inghilterra a ritenersi dei pari di Berlino (...Berlino primus inter pares...). Con il convincimento di essere più furbo degli altri, Renzi non è che si trova isolato. Si è autoisolato. E i suoi due più grandi sponsor - USA e Germania - per quante scaramucce o controversie abbiano in corso, sono il pilastro americano e quello europeo della UE. Dopo il Referendum (che vede tutti Lorsignori bisognosi del SI') tornerà il bel tempo tra il "comandante" Merkel e il "comandato" Renzi. Per il resto trovo validissimi giudizi sulla vicenda imperiale che la Germania conduce in Europa, soprattutto quella Italiana e di tutto il SUD.